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Presentazione volume

Non te ne sei mai andato. Martedì 23 novembre 2010 ore 17 presso la Biblioteca delle Oblate. Firenze

Martedì 23  novembre 2010 ore 17 – Biblioteca delle Oblate - Via dell'Oriuolo 26 Firenze – Presentazione del libro Non te ne sei mai andato (Edizioni Progetto Cultura) di Francesca Lo Bue - Intervengono Mariagrazia Carraroli, Giuseppe  Panella
 
Il libro
Nasce in quella Sicilia bellamara, come lei stessa definisce la patria paterna, che le rimane scolpita nel cuore e che ritorna alla mente, come i fichi d’india dei suoi versi, succose braci pietrificate, eternità vegetali, capaci di rinascere come l’araba fenice,“Nada se ha ido, Non te ne sei mai andato”. Il titolo della raccolta poetica chiude, come un epilogo, quel vortice della nostalgia, evocato all’inizio dell’abrazo trunco, da quell’addio incompleto e spezzato per la perdita del padre, e si esaurisce di fronte all’immagine, evocata tra le ultime poesie, della forza vegetale che rivive, riuscendo a rappresentare, simbolicamente, un rassicurante elemento di continuità. I grumi dolorosi degli addii, degli abbandoni involontari imposti dalla vita, (un passato che non passa), col tempo si sciolgono, e l’anima assiderata si rifugia nella poesia per ritrovare lì, celato nel cuore rosso della parola, l’amico amoroso ed il principio della storia.
La gioventù in argentina è la radice feconda della lingua madre che emerge condensandosi nei versi,che lei stessa, poi, riscrive (non traduce), in italiano. Se un fazzoletto con quattro gocce di profumo dimenticato in un cassetto può attivare per Proust, la memoria involontaria ed espandere l’emozione sensoriale, non possiamo non cogliere, invece, come nella scrittura di Francesca Lo Bue, si assista al trionfo della memoria volontaria, per rievocare e gestire, attraverso la valvola della scrittura, il tormento esistenziale. In un calcolato gioco di simmetrie, di equivalenze, di nessi e di significati, si dipana un visionario groviglio di immagini, attraverso cui fluiscono rappresentazioni oniriche smaltate e iridescenti.[?]

Recensione di Maria Virtude jacobitti Chamizo, pubblicata su "Nuova Antologia", LeMonnier, gennaio-marzo 2010

L'autrice
Francesca Lo Bue, nata a Lercara Friddi (PA) nel 1950, trascorre l’infanzia in Argentina, dove compie tutti gli studi fino alla laurea in Lettere e Filosofia all’Università Nazionale di Cuyo-Mendoza. Tornata in Italia, si specializza in Filologia Romanza presso l’Università “La Sapienza” di Roma dove ormai vive e lavora. Ha curato diversi studi a carattere letterario, sia in italiano sia in lingua spagnola, e pubblicato alcune raccolte di poesie in Spagna e in Argentina.

Documenti

 Comunicato stampa

(documento in formato pdf, peso 44Kb)


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