| Presentazione |
Il Comitato nasce per decreto del Ministro per i Beni e le
Attività Culturali nell’aprile 2004, sotto
l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, in
occasione del centenario della prima rappresentazione
dell’opera “Madama Butterfly” (Milano, Teatro
alla Scala, 17 febbraio 1904), per commemorare e definire le
attività celebrative di un intero quadriennio protraendo la
propria attività fino al 2008, anno in cui verrà
ricordato il 150° anniversario dalla nascita di Giacomo Puccini
(Lucca, 22 dicembre 1858).
L’obiettivo celebrativo del Comitato non si esaurisce nella
definizione di eventi che siano in grado di rendere merito alle due
importanti ricorrenze ma, si nutre e cerca di mantenere vivo e di
accentuare lo stretto legame che c’è tra la storia, la
vita di Giacomo Puccini ed il patrimonio culturale nonché
territoriale del nostro Paese. L’obiettivo in questo
quadriennio, quindi, diventa quello di rendere al nostro territorio
parte della grandezza che lo stesso Giacomo Puccini gli ha
conferito, lasciando i segni indelebili del suo passaggio, per
proiettarla, con un efficace sforzo promozionale, a livello
nazionale ed internazionale. Solo in questo modo, infatti, il
patrimonio musicale, artistico, storico e territoriale legato a
Giacomo Puccini diventa maggiormente fruibile, dentro e fuori dai
Teatri, anche da parte di un pubblico meno esperto dal punto di
vista musicale ma sensibile, comunque, alle ricchezze culturali,
nell’ottica dell’ottenimento di un ritorno in termini
di ricerca, notorietà culturale nonché vantaggi
economico-sociali a livello nazionale ed internazionale.
Giacomo Puccini, infatti, non è soltanto il grande
compositore di opere immortali e senza confini quali Madama
Butterfly, La Bohème o Turandot o, ancora, Manon Lescaut
–tanto per citare alcuni lavori davvero universali- ma egli
è anche il ragazzino nato e formatosi nella Lucca di
metà ottocento, una piccola città che ha saputo fare
della musica una tradizione davvero forte e popolarmente condivisa.
Egli è il giovane che, carico di sogni e con un bagaglio
personale davvero colmo di grande talento, raggiunge Milano nel
1880, salotto buono del risorgimento anche artistico e culturale
italiano, per perfezionare i suoi studi e per consacrarsi al grande
pubblico come “il compositore che l’Italia aspetta da
lungo tempo”, come scrisse Gramola, giornalista e critico del
Corriere della Sera, dopo aver assistito al Teatro Dal Verme alla
rappresentazione della sua prima opera "Le Villi". Egli è lo
specchio della romanità storica d’inizio secolo
dipinta in Tosca, è la sintesi dei toni e delle sfumature
dell’America dei cercatori d’oro ritratta in La
Fanciulla del West, è il detentore dei segreti della quiete
del Lago di Massaciuccoli che lo ispirò nelle sue migliori
opere così come della magia culturale e dei suoni
dell’esotismo nipponico riprodotti e contestualizzati in
Madama Butterfly. Un personaggio, insomma, che ha dipinto in note e
animato con la fama delle sue rappresentazioni realtà molto
diverse, dall’Italia (Lucca, Milano, Napoli, Roma, Viareggio,
Torino, Brescia, ecc.) alla Francia parigina fino
all’Argentina (Buenos Aires) passando per Londra e New York.
È per questo che il Comitato ha il compito di promuovere
l’internazionalità dell’arte pucciniana facendo
leva sull’attività celebrativa propria e dei suoi
membri riconosciuti, tra cui spiccano alcuni tra i maggiori teatri
ed istituzioni turistico-culturali italiane legate al Maestro,
affinché, in maniera corale, si diffonda il patrimonio tutto
“firmato Italia” di un grande dell’opera in una
dimensione dove il tempo e lo spazio non hanno limiti proprio come
non li ebbe allora la sua musica e la sua fama.
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