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Comitato Nazionale per le celebrazioni del bicentenario della I Repubblica Italiana

Tabella: Scheda di dettaglio diComitato Nazionale per le celebrazioni del bicentenario della I Repubblica Italiana
Descrizione Dettaglio
Presidente Prof. Franco della Peruta
Segretario tesoriere Dr. Goffredo Dotti
Telefono +39 0286460907
Fax +39 0272023910
Indirizzo via Brera 28
Cap 20121
Comune MILANO
Provincia Milano
Regione Lombardia
Durata 2003 - 2007
Anno di istituzione D.M. 7 febbraio 2003
Presentazione
Nell’inverno 1801-1802 una consulta composta di 445 notabili provenienti da ogni parte della Repubblica Cisalpina si riunì a Lione per discutere e approvare il testo della nuova costituzione elaborato a Parigi per ordine di Bonaparte. Il 25 gennaio 1802 venne eletto alla presidenza, non senza contrasti, lo stesso primo console, ma il giorno dopo si verificò un colpo di scena: durante la lettura della carta costituzionale fatta dal deputato Brunetti, dopo la pronuncia della parola Repubblica vi fu una pausa, che venne riempita dal grido unanime dell’assemblea: “Italiana! Italiana!”. Napoleone, verso il quale si volsero tutti gli sguardi, annuì con un sorriso.
Accuratamente preparato dalla regia di Talleyrand, il gesto intendeva essere una concessione al nascente sentimento nazionale, alimentato durante il decennio precedente dalla forza di suggestione della Rivoluzione francese, dalle prime congiure “giacobine”, dall’esperienza dell’esilio, dall’afflusso di patrioti di ogni parte della penisola nel 1794 a Oneglia, nel 1796-97 a Milano, infine dalla drammatica fine delle “repubbliche sorelle” e dalla convinzione che senza unità non vi poteva essere vera indipendenza. Nello stesso senso andavano la conferma del tricolore bianco rosso verde (già adottato dalla Cispadana nel 1796) come vessillo della nuova Repubblica e la nomina a vice- presidente di Francesco Melzi d’Eril, un patrizio milanese circondato di grande prestigio e noto per la sua avversione a ogni forma di servilismo oltre che per la sua integrità morale.
L’opera legislativa realizzata in soli tre anni fu imponente, e tale da suscitare ancor oggi stupore e ammirazione: dalla coscrizione militare all’istruzione elementare obbligatoria, dalle poderose strutture dei ministeri alla creazione delle prefetture, dal risanamento delle finanze per cui va giustamente celebre il nome del ministro Prina alla progettazione dei codici civile e penale (poi scartati a favore di una applicazione pura e semplice dei codici francesi), dall’avvio di grandi lavori pubblici all’inquadramento degli intellettuali in corpi inseriti nella compagine statale (l’Istituto Nazionale, il Collegio elettorale dei dotti), non vi è si può dire settore della vita associata che non venisse allora profondamente rinnovato, così da far emergere ai nostri occhi, ben più che le origini del Risorgimento, le linee embrionali dello stato italiano unitario. Non meno importante il consolidamento, che fu il portato degli anni napoleonici, di alcune almeno delle conquiste della grande Rivoluzione: l’uguaglianza di fronte alla legge e al fisco, la garanzia dei diritti individuali, la carriera aperta ai talenti.
Il Regno d’Italia, che durò dal 1805 al 1814, pose alcune limitazioni a questi processi, ma nel complesso significò la loro prosecuzione e il loro rafforzamento. Si giustifica così la scelta dell’anno 1802 come data da celebrare, a due secoli di distanza, non solo per l’inaugurazione dell’unica forma di Stato che fino alla seconda guerra mondiale abbia portato il nome di Repubblica Italiana, ma per l’avvio di un’intensa epoca di modernizzazione e trasformazione che coinvolse via via tutta l’Italia peninsulare e rese a lungo termine anacronistico ed effimero il ritorno al vecchio ordine politico e sociale. Su queste basi si è proposta la nomina di un Comitato Nazionale per la celebrazione del bicentenario della prima Repubblica Italiana, col compito di promuovere, finanziare e coordinare una serie di iniziative destinate all’estensione e la divulgazione delle conoscenze sull’età napoleonica in Italia.
  
Materiale

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