Martedì 22 gennaio alle
ore 17, nella Sala dei
Mappamondi dell'Accademia delle Scienze di
Torino, Beccaria presenterà il suo ultimo libro
Tra le pieghe delle
parole, edito da Einaudi. Interverranno i
Professori Vittorio Coletti, Bice Mortara Garavelli, Luca
Serianni. Presiederà la discussione Lionello Sozzi.
Le parole racchiudono memoria e fantasia.
Portano il segno del passato, sono intinte nella storia, nei suoi
grandi avvenimenti, ma anche nei piccoli, nella piccola storia e la
sua casualità. Il loro significato si lega spesso a usanze
perdute, ad abitudini da tempo dismesse, a racconti e leggende.
Perché chiamiamo Oscar la statuetta d'oro e croissant il
cornetto a forma di mezzaluna? E dove hanno avuto origine
espressioni come: "Cavarsela per il rotto della cuffia" o "Allevare
una serpe in seno" o "Fare la gatta morta"? Perché il luogo
dove abitiamo porta quel nome, e qual è l'origine dei nostri
cognomi? In essi c'è sempre traccia evidente e duratura del
passato. Anche i nomi di inventori, viaggiatori, scienziati, legati
alle loro scoperte, sopravvivono come termini d'uso comune:
mansarda, biro, bignami, magnolia, ecc. La lingua nomina quel che
siamo, giudica il diverso, lo straniero, genera un cumulo di
"parole contro", testimonia distacchi culturali e differenti punti
di vista. Ogni scelta linguistica, ogni parola-chiave che in
determinati momenti storici è diventata una sorta di
parola-bandiera, si fa strumento per sistemare il mondo
circostante. La lingua testimonia cosi le stratificazioni del
tempo, protrae nel presente immagini e pareri condivisi e
sedimentati nei modelli sociali e culturali del passato.