Titolo+CondividiSu
Titolo CondividiSu

Pavese Festival 2009: eventi del 18, 19 e 20 luglio.

Il 18, 19 e 20 luglio proseguono le attività del Pavese Festival 2009.

Sabato 18 Luglio 2009
Torino - New York
Tra Libri e Arte: visita alla mostra di Enrico Paolucci e all’Osservatorio Astronomico.
h. 21.30 Casa Felicita - Cavatore (AL)
(per la serata si effettuerà un servizio navetta con partenza dalla Piazza di Santo Stefano Belbo)

Sabato 18 luglio 2009 alle 21.30, presso Casa Felicita a Cavatore, nell’ambito del Pavese Festival 2009, si potrà visitare la mostra di Enrico Paolucci unitamente all’Osservatorio Astronomico.
L'Osservatorio è situato nel centro del paese in piazza del comune, è di nuova apertura ed è dotato di un telescopio SC da 35 (Celestron 14) su montatura GM200. E’ attivo anche un piccolo radiotelescopio autocostruito per la rilevazione delle meteore. Aperto al pubblico i lunedi' sera (non festivi) preferibilmente su appuntamento (347-3699868 Claudio: Carlo 0144322843  e-mail  astrojimmy@libero.it).
Enrico Paulucci nasce a Genova, il 3 ottobre 1901. Da adolescente si trasferisce a Torino dove consegue la laurea in giurisprudenza e, poi, in scienze economiche. L'arte, però, è la vera grande passione di Paulucci, frequentando l'ambiente torinese, stringe amicizia con Felice Casorati fondando con lo stesso lo studio Casorati - Paulucci, dove organizza parecchie mostre di avanguardia e dirige persino lo studio "La Zecca". A 27 anni è chiamato alla Biennale di Venezia; a 28 crea ai "Sei di Torino", il sodalizio nato nel 1929 dalla collaborazione fra lo stesso Paulucci e i torinesi Carlo Levi e Gigi Chessa, l'inglese Jessie Boswell, l'abruzzese Nicola Galante e il sardo di origine piemontese Francesco Menzio. Il gruppo dei Sei, che pure si sciolse soltanto due anni dopo, nel 1931, rappresentò il più importante fenomeno nella pittura piemontese del XX secolo. Nel corso degli anni, però, la sua creatività trovò nuovi linguaggi per esprimersi: i soggetti dei suoi quadri persero via via i loro caratteri distintivi, fino a diventare semplici macchie di colore. I soggetti raffigurati nelle opere sono: paesaggi, figure, marine, nature morte. Le tecniche principali sono: olio, gouache; cura molto anche la grafica (penna, matita, litografia, acquaforte). Muore il 22/08/1999 a Torino a quasi 98 anni al terzo piano di un palazzo ottocentesco in Piazza Vittorio Veneto, cuore storico di Torino.
La serata è ad ingresso gratuito e per informazioni, anche relative al servizio navetta (gratuito), si può contattare il Comune di Santo Stefano Belbo al numero 0141.841811.


Domenica 19 Luglio 2009
Last Blues, to be read some day
La donna venuta dall’America
Recital di Cecilia Gragnani e Sara Urban
h. 21,30 Teatro Comunale – Calosso (AT)
(per la serata si effettuerà un servizio navetta gratuito con partenza dalla Piazza di Santo Stefano Belbo)

Domenica 19 luglio 2009 alle 21.30, presso il Teatro Comunale di Calosso (AT), nell’ambito del Pavese Festival 2009, andrà in scena Last Blues, to be read some day, un recital di Cecilia Gragnani  e Sara Urban, per la regia di Cecilia Gragnani, con gli arrangiamenti musicali di Marco Giongrandi e con  Daniele Gaggianesi, Marco Giongrandi, Simona Severini e Sara Urban. Un microfono anni ‘40 e una chitarra. Una macchina da scrivere e una valigia. Un night americano, in cui si sta svolgendo un concerto, e la stanza di Pavese, il luogo della rievocazione, del gioco teatrale e dell’elaborazione del lutto.
Lo spettacolo si apre con la fine del concerto, appunto con il “Last blues”.
Pavese si congeda dal pubblico, per lasciare spazio al ritorno di Connie, l’ultima donna amata, l’attrice alla ricerca di fortuna nell’Italia del Neorealismo, nella quale egli scorge quella cultura americana tanto studiata e vagheggiata.
Il ritorno di Connie dà inizio alla rievocazione di una serie di figure femminili, amate o soltanto cantate da Pavese. Una prostituta, una ragazzina, una soubrette del varietà, una “lavoratrice stanca” incontrata su un treno - donne “sempre soltanto vedute/sempre soltanto sognate” - e ancora Connie, impegnata nel tentativo di raccontare al pubblico l’uomo Pavese e di comprendere la natura di quell’amore che li aveva legati, nell’inestricabile dissidio fra amore e morte.
Il percorso della donna si conclude con il “testamento” della loro storia: la lettera che accompagna l’ultima poesia scritta per lei, appunto “Last blues, to be read some day”.
Nella circolarità della struttura teatrale si chiude lo spettacolo con la fine del concerto, in un’ideale comunanza di sentire fra Connie e la cantante, fra la letteratura pavesiana e il blues.
Lo spettacolo nasce, innanzitutto, dal desiderio di rendere omaggio ad un poeta che visse l’arte come esperienza totale, come vita stessa e non soltanto come momento estetico, con intelligente problematicità, dedicandosi non solo alla propria produzione artistica ma anche alla divulgazione della cultura e della letteratura americana, che tanta influenza hanno avuto nel vivace dibattito intellettuale dell’Italia della ricostruzione postbellica.
L’America di Pavese si muove sulle note di un blues, musica che egli amò e a cui si ispirò nella composizione poetica. E soprattutto il blues sintetizza la visione dell’amore che Pavese visse e che espresse nelle sue opere: l’amore come nostalgia, l’amore come desiderio mai appagato, l’amore come chimera di una felicità mai raggiunta, che lo condurrà al suicidio: “La mia parte pubblica l’ho fatta – ciò che potevo. Ho lavorato, ho dato poesia agli uomini, ho condiviso le pene di molti. Ora non ho più nulla da desiderare su questa terra, tranne quella cosa che quindici anni di fallimenti ormai escludono”.
Fumatori di carta, nome che vuole appunto essere un omaggio a Cesare Pavese, è un collettivo artistico, formato da attori e musicisti, costituitosi nel giugno 2008. Cecilia Gragnani, Marco Giongrandi e Simona Severini si incontrano alla Civica Scuola di Jazz di Milano. Daniele Gaggianesi e Sara Urban si diplomano nel medesimo corso alla Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano. Altre, passate e presenti, esperienze di lavoro insieme (“Romeo e Giulietta” con Daniele Gaggianesi, Cecilia Gragnani e Sara Urban, Milano 2003; “Falene” con Daniele Gaggianesi e Sara Urban, Milano 2008; “Break in jazz” con Marco Giongrandi, Cecilia Gragnani e Simona Severini, Milano 2008; “Radice/Corsia degli incurabili” con Simona Severini e Sara Urban, Milano 2009; “L’isola degli schiavi” con Cecilia Gragnani e Sara Urban, Vigevano 2009) e una comunanza di interessi culturali, hanno portato i componenti del gruppo ad incontrarsi in occasione della nascita del progetto “Last blues, to be read some day”, nell’interesse di indagare le potenzialità teatrali dell’incontro fra musica e parola, fra il blues e la letteratura pavesiana. 

La serata è ad ingresso gratuito e per informazioni, anche relative al servizio navetta (gratuito), si può contattare il Comune di Santo Stefano Belbo al numero 0141.841811.


Lunedì 20 Luglio 2009
Da questa parte del mare tour
Gianmaria Testa e Gabriele Mirabassi in concerto
h. 21.30 Villa Fogliati – Castiglione Tinella (CN)
(in  caso di maltempo: Sala della Torre, Piazza XX Settembre)

Lunedi 20 luglio 2009 alle 21,30, presso Villa Fogliati a Castiglione Tinella, nell’ambito del Pavese Festival 2009, Gianmaria Testa e Gabriele Mirabassi porteranno in scena “Da questa parte del mare tour”, un concerto dedicato a Pavese e al suo rapporto con l’America e il mito americano.

GIANMARIA TESTA IN DUO
Gianmaria Testa, chitarra e voce
Gabriele Mirabassi, clarinetto

Gianmaria Testa, canta in italiano e vive in Italia. I casi della vita hanno voluto che i suoi primi tre dischi siano stati prodotti in Francia (Montgolfières, Extra-Muros e Lampo), ma in cinque anni si è imposto come artista di talento: la stampa (sia francese che italiana) è stata unanime nell' individuare in lui uno dei più importanti cantautori italiani attuali.
Gianmaria è un cantautore profondamente popolare e raffinato al tempo stesso, un cantautore della voce  roca e vellutata che fa della canzone nuda la sua vera forza.
Testi come piccole poesie che parlano di nebbie e di incontri, di solitudini e di colline e musiche che evocano il tango, il jazz, la bossanova, la habanera, il valzer e creano suggestioni calde, intense, che sanno avvolgere. Il suo cantare immagini e sentimenti è semplice, di matrice popolare, tradizionale, e perciò vincente, oltrepassa banali paragoni e facili accostamenti e si deposita diretto nell’intimo di chi ascolta.
Se sono certamente importanti il successo internazionale dei primi dischi prodotti, gli inebrianti applausi dell’Olympia, i concerti nei grandi teatri europei e americani, sono però straordinariamente intimi e personali i colori delle terre di Langa; è proprio di Testa rendere musicali i tacchi di una donna che si perde lungo la pensilina di un’anonima stazione, come le unghie incalcinate di un muratore che muore con la sua casa costruita da solo negli occhi e nel cuore.
Gianmaria Testa è da sempre molto aperto alle collaborazioni e ai confronti e da sempre ha unito il suo nome a grandi esponenti del jazz italiano (Enrico Rava, Paolo Fresu, Gabriele Mirabassi, Battista Lena, ecc.), del teatro (Paolo Rossi, Marco Paolini, ecc.) o della letteratura (come Erri De Luca).
Proprio la “mediazione” di Erri De Luca è un po’ il collante di questa formazione con Gabriele Mirabassi, attualmente uno dei più importanti e riconosciuti clarinettisti jazz a livello europeo e non solo. Una formazione necessariamente intima ma molto intensa e forte, soprattutto nei contenuti che vuole comunicare perché in ogni occasioni si infilano tra le note e tra le parole delle canzoni i testi di alcuni grandi poeti: il già citato De Luca (con il quale Gianmaria e Gabriele hanno condiviso l’esperienza dello spettacolo “Chisciotte e gli invincibili”), la poetessa bulgara Wislawa Szymborska ed altri. Un concerto che è un dialogo fitto tra due voci, quella di Gianmaria e quella del clarino di Gabriele.

Gabirele Mirabassi - clarinetto
E’ uno dei massimi virtuosi odierni del clarinetto a livello internazionale.
Ha conseguito il diploma al conservatorio di Perugina in clarinetto con il massimo dei voti e la lode. La sua formazione musicale per i primi anni ha riguardato le tecniche esecutive peculiari della musica contemporanea, vantando collaborazioni con "bacchette" prestigiose tra cui Gunther Schuller, John Cage, Luis Andriessen.
Parallelamente ha cominciato a lavorare professionalmente in ambito jazzistico, attività che, a partire dall'incisione di Coloriage (1991), in duo col fisarmonicista Richard Galliano, è diventata mano a mano sempre più consistente fino a diventare esclusiva. In duo con Stefano Battaglia incide Fiabe, con Riccardo Zegna Piccolo Valzer, con Sergio Assad Velho Retrato ed è protagonista del progetto musicale Cambaluc.
Nel 2000 a "Umbria Jazz” presenta insieme a Luciano Biondini, Michel Godard e Francesco D'Auria il progetto Lo Stortino. Lo Stortino riceve consensi di critica e di pubblico sia in Italia che all'estero. Nel progetto si rileva una particolare attenzione per le variegate architetture compositive che attingono soprattutto alla tradizione popolare e alla musica colta europea e i solisti offrono interventi di alto profilo nell'ambito di un discorso musicale fortemente suggestivo ed evocativo.
Tra i dischi successivi si segnalano 1 a 0 (Egea), lavoro incentrato sullo choro brasiliano, e i più recenti Latakia Blend con Luciano Biondini e Michel Godard (Enja) e l’ultimo, Fuori le mura (Egea), realizzato in duo con Luciano Biondini.
Le attuali collaborazioni con il gruppo di Rabih Abou-Khalil, la partecipazione al progetto Castel del Monte II di Michel Godard e ai due progetti di Battista Lena (Banda Sonora e I cosmonauti russi), il trio con Enrico Pieranunzi e Marc Johnson, il progetto “Rugantino” di Roberto Gatto e numerose altre sono solo le ultime attività di un artista che vanta partecipazioni nei più importanti festival in Italia e all'estero. Recentemente ha registrato con il brasiliano Guinga, il cd Graffiando Vento (EGEA) che è stato presentato con successo a Umbria Jazz Summer 2004.

La serata è ad ingresso gratuito e per informazioni si può contattare il Comune di Santo Stefano Belbo al numero 0141.841811 o la Fondazione Cesare Pavese allo 0141843730.


Per Informazioni:
Pierluigi Vaccaneo
Ufficio Stampa Pavese Festival
Fondazione Cesare Pavese
P.za Confraternita, 1
12058 – Santo Stefano Belbo (CN)

Fondazione Cesare Pavese
P.za Confraternita, 1 – 12058 Santo Stefano Belbo (CN)
Tel. 0141/1849000 - 843730 – 840894
www.fondazionecesarepavese.it
info@fondazionecesarepavese.it


Condividi su:

torna all'inizio del contenuto