Sabato 18 Luglio
2009
Torino - New York
Tra Libri e Arte: visita alla mostra di Enrico Paolucci e
all’Osservatorio Astronomico.
h. 21.30 Casa Felicita
- Cavatore (AL)
(per la serata si effettuerà un
servizio navetta con partenza dalla Piazza di Santo Stefano
Belbo)
Sabato 18 luglio 2009 alle
21.30, presso Casa Felicita a Cavatore,
nell’ambito del Pavese
Festival 2009, si potrà visitare la
mostra di Enrico
Paolucci unitamente all’Osservatorio
Astronomico.
L'Osservatorio è situato nel centro del
paese in piazza del comune, è di nuova apertura ed è
dotato di un telescopio SC da 35 (Celestron 14) su montatura GM200.
E’ attivo anche un piccolo radiotelescopio autocostruito per
la rilevazione delle meteore. Aperto al pubblico i lunedi' sera
(non festivi) preferibilmente su appuntamento (347-3699868 Claudio:
Carlo 0144322843 e-mail astrojimmy@libero.it).
Enrico Paulucci nasce a Genova, il 3 ottobre 1901.
Da adolescente si trasferisce a Torino dove consegue la laurea in
giurisprudenza e, poi, in scienze economiche. L'arte, però,
è la vera grande passione di Paulucci, frequentando
l'ambiente torinese, stringe amicizia con Felice
Casorati fondando con lo stesso lo studio Casorati -
Paulucci, dove organizza parecchie mostre di avanguardia e dirige
persino lo studio "La Zecca". A 27 anni è chiamato alla
Biennale di Venezia; a 28 crea ai "Sei di Torino", il sodalizio
nato nel 1929 dalla collaborazione fra lo stesso Paulucci e i
torinesi Carlo Levi e Gigi Chessa, l'inglese
Jessie Boswell, l'abruzzese Nicola Galante e il sardo di origine
piemontese Francesco Menzio. Il gruppo dei Sei, che pure si sciolse
soltanto due anni dopo, nel 1931, rappresentò il più
importante fenomeno nella pittura piemontese del XX secolo. Nel
corso degli anni, però, la sua creatività
trovò nuovi linguaggi per esprimersi: i soggetti dei suoi
quadri persero via via i loro caratteri distintivi, fino a
diventare semplici macchie di colore. I soggetti raffigurati nelle
opere sono: paesaggi, figure, marine, nature morte. Le tecniche
principali sono: olio, gouache; cura molto anche la grafica (penna,
matita, litografia, acquaforte). Muore il 22/08/1999 a Torino a
quasi 98 anni al terzo piano di un palazzo ottocentesco in Piazza
Vittorio Veneto, cuore storico di Torino.
La serata è ad ingresso gratuito e per
informazioni, anche relative al servizio navetta
(gratuito), si può contattare il Comune di Santo
Stefano Belbo al numero 0141.841811.
Domenica
19 Luglio 2009
Last Blues, to be read some day
La donna venuta dall’America
Recital di Cecilia Gragnani e Sara
Urban
h. 21,30 Teatro Comunale – Calosso (AT)
(per la serata si effettuerà un servizio navetta gratuito
con partenza dalla Piazza di Santo Stefano Belbo)
Domenica 19 luglio 2009 alle
21.30, presso il Teatro Comunale di
Calosso (AT), nell’ambito del Pavese Festival 2009,
andrà in scena Last
Blues, to be read some day, un recital di
Cecilia Gragnani e Sara Urban, per la regia di Cecilia
Gragnani, con gli arrangiamenti musicali di Marco Giongrandi e
con Daniele Gaggianesi, Marco Giongrandi, Simona Severini e
Sara Urban. Un microfono anni ‘40 e una chitarra. Una
macchina da scrivere e una valigia. Un night americano, in cui si
sta svolgendo un concerto, e la stanza di Pavese, il luogo della
rievocazione, del gioco teatrale e dell’elaborazione del
lutto.
Lo spettacolo si apre con la fine del concerto, appunto con il
“Last blues”.
Pavese si congeda dal pubblico, per lasciare spazio al ritorno di
Connie, l’ultima donna amata, l’attrice alla ricerca di
fortuna nell’Italia del Neorealismo, nella
quale egli scorge quella cultura americana tanto studiata e
vagheggiata.
Il ritorno di Connie dà inizio alla
rievocazione di una serie di figure femminili, amate o soltanto
cantate da Pavese. Una prostituta, una ragazzina,
una soubrette del varietà, una “lavoratrice
stanca” incontrata su un treno - donne “sempre soltanto
vedute/sempre soltanto sognate” - e ancora Connie, impegnata
nel tentativo di raccontare al pubblico l’uomo Pavese e di
comprendere la natura di quell’amore che li aveva legati,
nell’inestricabile dissidio fra amore e morte.
Il percorso della donna si conclude con il “testamento”
della loro storia: la lettera che accompagna l’ultima
poesia scritta per lei, appunto “Last
blues, to be read some day”.
Nella circolarità della struttura teatrale si chiude lo
spettacolo con la fine del concerto, in un’ideale comunanza
di sentire fra Connie e la cantante, fra la letteratura pavesiana e
il blues.
Lo spettacolo nasce, innanzitutto, dal desiderio di rendere omaggio
ad un poeta che visse l’arte come esperienza totale, come
vita stessa e non soltanto come momento estetico, con intelligente
problematicità, dedicandosi non solo alla propria produzione
artistica ma anche alla divulgazione della cultura e della
letteratura americana, che tanta influenza hanno avuto nel vivace
dibattito intellettuale dell’Italia della ricostruzione
postbellica.
L’America di Pavese si muove sulle note di
un blues, musica che egli amò e a cui si ispirò nella
composizione poetica. E soprattutto il blues sintetizza la visione
dell’amore che Pavese visse e che espresse nelle sue opere:
l’amore come nostalgia, l’amore come desiderio mai
appagato, l’amore come chimera di una felicità mai
raggiunta, che lo condurrà al suicidio: “La mia parte
pubblica l’ho fatta – ciò che potevo. Ho
lavorato, ho dato poesia agli uomini, ho condiviso le pene di
molti. Ora non ho più nulla da desiderare su questa terra,
tranne quella cosa che quindici anni di fallimenti ormai
escludono”.
Fumatori di carta, nome che vuole appunto essere
un omaggio a Cesare Pavese, è un collettivo artistico,
formato da attori e musicisti, costituitosi nel giugno 2008.
Cecilia Gragnani, Marco Giongrandi e Simona Severini si incontrano
alla Civica Scuola di Jazz di Milano. Daniele Gaggianesi e Sara
Urban si diplomano nel medesimo corso alla Scuola d’Arte
Drammatica “Paolo Grassi” di Milano. Altre, passate e
presenti, esperienze di lavoro insieme (“Romeo e
Giulietta” con Daniele Gaggianesi, Cecilia Gragnani e Sara
Urban, Milano 2003; “Falene” con Daniele Gaggianesi e
Sara Urban, Milano 2008; “Break in jazz” con Marco
Giongrandi, Cecilia Gragnani e Simona Severini, Milano 2008;
“Radice/Corsia degli incurabili” con Simona Severini e
Sara Urban, Milano 2009; “L’isola degli schiavi”
con Cecilia Gragnani e Sara Urban, Vigevano 2009) e una comunanza
di interessi culturali, hanno portato i componenti del gruppo ad
incontrarsi in occasione della nascita del progetto “Last
blues, to be read some day”, nell’interesse di indagare
le potenzialità teatrali dell’incontro fra musica e
parola, fra il blues e la letteratura pavesiana.
La serata è ad ingresso
gratuito e per informazioni, anche relative al
servizio navetta (gratuito), si può
contattare il Comune di Santo Stefano Belbo al numero
0141.841811.
Lunedì 20 Luglio 2009
Da questa parte del mare tour
Gianmaria Testa e Gabriele Mirabassi in concerto
h. 21.30 Villa Fogliati –
Castiglione Tinella (CN)
(in caso di maltempo: Sala della Torre, Piazza XX
Settembre)
Lunedi 20 luglio 2009 alle 21,30, presso
Villa Fogliati a Castiglione Tinella, nell’ambito del
Pavese Festival
2009, Gianmaria Testa e
Gabriele Mirabassi porteranno in scena
“Da questa parte del
mare tour”, un concerto dedicato a
Pavese e al suo rapporto con l’America e il mito
americano.
GIANMARIA TESTA IN DUO
Gianmaria Testa, chitarra e voce
Gabriele Mirabassi, clarinetto
Gianmaria Testa, canta in
italiano e vive in Italia. I casi della vita hanno voluto che i
suoi primi tre dischi siano stati prodotti in Francia
(Montgolfières, Extra-Muros e Lampo), ma in cinque
anni si è imposto come artista di talento: la stampa (sia
francese che italiana) è stata unanime nell' individuare in
lui uno dei più importanti cantautori italiani
attuali.
Gianmaria è un cantautore profondamente popolare e raffinato
al tempo stesso, un cantautore della voce roca e vellutata
che fa della canzone nuda la sua vera forza.
Testi come piccole poesie che parlano di nebbie e di incontri, di
solitudini e di colline e musiche che evocano il tango, il jazz, la
bossanova, la habanera, il valzer e creano suggestioni calde,
intense, che sanno avvolgere. Il suo cantare immagini e sentimenti
è semplice, di matrice popolare, tradizionale, e
perciò vincente, oltrepassa banali paragoni e facili
accostamenti e si deposita diretto nell’intimo di chi
ascolta.
Se sono certamente importanti il successo internazionale dei primi
dischi prodotti, gli inebrianti applausi dell’Olympia, i
concerti nei grandi teatri europei e americani, sono però
straordinariamente intimi e personali i colori delle terre di
Langa; è proprio di Testa rendere musicali i tacchi di una
donna che si perde lungo la pensilina di un’anonima stazione,
come le unghie incalcinate di un muratore che muore con la sua casa
costruita da solo negli occhi e nel cuore.
Gianmaria Testa è da sempre molto aperto alle collaborazioni
e ai confronti e da sempre ha unito il suo nome a grandi esponenti
del jazz italiano (Enrico Rava, Paolo Fresu, Gabriele
Mirabassi, Battista Lena, ecc.), del teatro (Paolo Rossi,
Marco Paolini, ecc.) o della letteratura (come Erri De Luca).
Proprio la “mediazione” di Erri De Luca è un
po’ il collante di questa formazione con Gabriele Mirabassi,
attualmente uno dei più importanti e riconosciuti
clarinettisti jazz a livello europeo e non solo. Una formazione
necessariamente intima ma molto intensa e forte, soprattutto nei
contenuti che vuole comunicare perché in ogni occasioni si
infilano tra le note e tra le parole delle canzoni i testi di
alcuni grandi poeti: il già citato De Luca (con il quale
Gianmaria e Gabriele hanno condiviso l’esperienza dello
spettacolo “Chisciotte e gli invincibili”), la
poetessa bulgara Wislawa Szymborska ed altri. Un concerto che
è un dialogo fitto tra due voci, quella di Gianmaria e
quella del clarino di Gabriele.
Gabirele Mirabassi -
clarinetto
E’ uno dei massimi virtuosi odierni del clarinetto a livello
internazionale.
Ha conseguito il diploma al conservatorio di Perugina in clarinetto
con il massimo dei voti e la lode. La sua formazione musicale per i
primi anni ha riguardato le tecniche esecutive peculiari della
musica contemporanea, vantando collaborazioni con "bacchette"
prestigiose tra cui Gunther Schuller, John
Cage, Luis Andriessen.
Parallelamente ha cominciato a lavorare professionalmente in ambito
jazzistico, attività che, a partire dall'incisione di
Coloriage (1991), in duo col
fisarmonicista Richard Galliano, è
diventata mano a mano sempre più consistente fino a
diventare esclusiva. In duo con Stefano Battaglia
incide Fiabe, con Riccardo Zegna
Piccolo Valzer, con Sergio Assad Velho
Retrato ed è protagonista del progetto
musicale Cambaluc.
Nel 2000 a "Umbria Jazz” presenta insieme a Luciano Biondini,
Michel Godard e Francesco D'Auria il progetto Lo
Stortino. Lo Stortino riceve consensi di critica e di
pubblico sia in Italia che all'estero. Nel progetto si rileva una
particolare attenzione per le variegate architetture compositive
che attingono soprattutto alla tradizione popolare e alla musica
colta europea e i solisti offrono interventi di alto profilo
nell'ambito di un discorso musicale fortemente suggestivo ed
evocativo.
Tra i dischi successivi si segnalano 1 a
0 (Egea), lavoro incentrato sullo choro brasiliano, e
i più recenti Latakia Blend con
Luciano Biondini e Michel Godard (Enja) e l’ultimo,
Fuori le mura (Egea), realizzato in duo
con Luciano Biondini.
Le attuali collaborazioni con il gruppo di Rabih
Abou-Khalil, la partecipazione al progetto
Castel del Monte II di Michel Godard e ai
due progetti di Battista Lena (Banda
Sonora e I cosmonauti
russi), il trio con Enrico Pieranunzi e Marc Johnson,
il progetto “Rugantino” di
Roberto Gatto e numerose altre sono solo le ultime attività
di un artista che vanta partecipazioni nei più importanti
festival in Italia e all'estero. Recentemente ha registrato con il
brasiliano Guinga, il cd Graffiando
Vento (EGEA) che è stato presentato con
successo a Umbria Jazz Summer 2004.
La serata è ad ingresso
gratuito e per informazioni si può contattare il
Comune di Santo Stefano Belbo al numero 0141.841811 o la Fondazione
Cesare Pavese allo 0141843730.
Per Informazioni:
Pierluigi Vaccaneo
Ufficio Stampa Pavese Festival
Fondazione Cesare Pavese
P.za Confraternita, 1
12058 – Santo Stefano Belbo (CN)
Fondazione Cesare Pavese
P.za Confraternita, 1 – 12058 Santo Stefano Belbo (CN)
Tel. 0141/1849000 - 843730 – 840894
www.fondazionecesarepavese.it
info@fondazionecesarepavese.it