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Mostra a Palazzo Roverella

"Le meraviglie della pittura tra Venezia e Ferrara dal Quattrocento al Settecento".

Esistono “meraviglie” d’arte che sorprendono felicemente i visitatori occasionali in luoghi nei quali, per ragioni storiche e geografiche, non ci si aspetterebbero fioriture artistiche. La singolare mostra che qui presentiamo è l’occasione per far conoscere i tesori artistici esistenti nel Polesine – un tempo meglio definito Polesine di Rovigo –, questa provincia stretta tra il Po e l’Adige: opere eseguite da importanti maestri in un ampio arco di tempo, dal XV al XVIII secolo, durante il quale grandi fatti artistici si sono succeduti a ritmo incalzante regalando a questo territorio testimonianze eccezionali. E' sorprendente trovare così a Rovigo due tavole di Giovanni Bellini, una Madonna col Bambino dai riflessi mantegneschi e un Cristo portacroce di temperie giorgionesca, accanto ai quali si dispiega una bella schiera di belliniani come Marco Bello, N. Rondinelli e i pittori da Santacroce. Un altro grande protagonista della pittura a cavallo tra il XV ed il XVI secolo è Palma il Vecchio, presente in mostra con, fra le altre, una Flagellazione di Gesù e una Sacra Conversazione. Ad arricchire ulteriormente il percorso espositivo, ecco le splendide testimonianze dell'arte ferrarese offerte da opere di Dosso e Battista Dossi, di Girolamo da Carpi, dello Scarsellino, per giungere alle mirabili tele di Palma il Giovane e di altri manieristi che chiudono il 1500 e che traghettano verso il Seicento veneto. E di questo nuovo secolo la mostra offre capolavori di Sebastiano Mazzoni, Girolamo Forabosco, Pietro Bellotti e Pietro della Vecchia. La stagione del Settecento veneziano, introdotta da opere di Luca Giordano, prosegue con maestri come Giambattista Piazzetta, Giambattista Pittoni, Giuseppe Nogari, Alessandro Longhi. Tra questi dipinti spicca il Ritratto di Antonio Riccobono, straordinario capolavoro di Giambattista Tiepolo noto in tutto il mondo, un unicum nell'attività del pittore, frutto di committenze rodigine. La mostra presenta infine una serie di opere appartenenti a chiese del Polesine, come le pale d'altare di maestri emiliani come Garofalo e Giuseppe Maria Crespi. Le “Meraviglie della pittura tra Venezia e Ferrara”, continua in due sedi cittadine: la chiesa di San Francesco, ricchissima di capolavori di scuola ferrarese, e la chiesa della Beata Vergine del Soccorso, conosciuta come “La Rotonda”, interamente rivestita da teleri eseguiti dai maggiori artisti del Seicento veneto.


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