Le opere di Andrea Pozzo
costituiscono l’apice di una raffinata cultura visiva del
barocco, scaturita da un audace isperimentalismo artistico che
coglie gli impulsi di un rinnovato fervore religioso, elemento
fondamentale della forma mentis del tempo. Esercita con uguale
maestría pittura, architettura e tecniche scenografiche ed
esalta, in modo fino allora inedito, la forza illusiva insita
nell’immagine spaziale. L’intento è quello di
rendere il più verosimigliante possibile la rappresentazione
dell’immaginario e del visionario, dell’infinito e del
trascendente. L’inganno visivo, acquistando pertanto la
significanza di metafora, diviene strumento privilegiato di
un’arte spiritualmente edificante.
L’Arte della Prospettiva con ammirabile diletto inganna il
più accorto de’ nostri sensi esteriori,
ch’è l’occhio: così si legge sulle prime
pagine di quel suo celebre trattato «Perspectiva Pictorum et
Architectorum» che - in virtù dell’eminente
valore didattico e grazie allo splendido corredo iconografico - si
annovera tra i più fortunati prodotti del genere. Il libro -
pubblicato a Roma tra il 1693 e il 1700, in due tomi redatti in
latino ed italiano - avrebbe infatti conosciuto, nel giro di pochi
decenni, numerose edizioni nelle più importanti lingue, tra
cui persino la cinese.
Per una felice concomitanza, le matrici di rame originali per la
stampa delle illustrazioni di questo libro, circa 200, sono state
recentemente acquisite dall’Istituto Nazionale per la
Grafica. Esse costituiscono, per così dire, il perno,
attorno al quale si sviluppa l’intera mostra.
L’arte della prospettiva - praticata da Pozzo e divulgata
attraverso il suo trattato - rappresenta quindi il tema dominante
della mostra. La tecnica prospettica è valutata anche sullo
sfondo delle conquiste compiute nel XVII secolo nel campo delle
‘matematiche miste’. A tali conquiste, e specie a
quelle ottenute nel campo dell’ottica, gli scienziati gesuiti
hanno contribuito in modo determinante. Un facile ed istruttivo
approccio a questo affascinante mondo del sapere viene fornito ai
visitatori della mostra: una serie di strumenti matematici e di
disegno - ricostruiti sulla base di modelli originali del periodo -
formano un vero e proprio laboratorio di esperienza pratica.
Gli occhi del visitatore sono a questo punto pronti a focalizzare
la loro attenzione sui capolavori romani di Pozzo: la spettacolare
cappella di Sant’Ignazio nella chiesa del Gesù, la
sorprendente cupola finta nella chiesa di S. Ignazio e le
strabilianti visioni illusionistiche affrescate sulle volte della
stesso edificio.
Tali opere sono rappresentate nella mostra da opere grafiche e
pittoriche prestate dalle più importanti istituzioni museali
di Roma e Firenze. Emergono, di volta in volta, le diverse fasi del
processo creativo: dai disegni preparatori e dalle incisioni le
eventuali varianti progettuali e dai bozzetti dipinti l’estro
compositivo e la spontanea scioltezza del pennello. Le tavole del
trattato, invece, aiutano a comprendere le mosse tecniche
necessarie per la realizzazione delle pitture monumentali, ovvero
la trasposizione del disegno prospettico sulle irregolari superfici
delle volte.
Nel percorso della mostra, un forte impatto visivo è dato
dal modello ligneo originale, eseguito da Pozzo per l’altare
di san Luigi Gonzaga nella chiesa di S. Ignazio.
A testimonianza delle creazioni effimere, punto culminante
dell’inventiva geniale dell’artista, sono esposti
alcuni raffinati disegni conservati agli Uffizi. Raffigurano
apparati scenografici per le “Quarantore”, ossia veri e
propri teatri sacri allestiti nelle chiese dei gesuiti, durante il
carnevale e la settimana santa, destinati all’esposizione del
SS. Sacramento nelle chiese dei gesuiti.
La spettacolarità di tali macchine effimere fornisce di
conseguenza a Pozzo lo spunto per l’invenzione di
architetture reali, ma intese sempre come palcoscenico a quinte di
forte effetto visivo. Un cospicuo gruppo di disegni inediti
(collezione privata) attribuibili ad un allievo e stretto
collaboratore, permette di sondare anche la dimensione didattica
fondamentale per valutare l’influenza dell’artista
nella produzione architettonica del tempo. Lo stesso Pozzo diede
vita, all’interno del Collegio Romano, ad una
“accademia” in cui istruì una schiera di
confratelli e giovani artisti provenienti da tutta Europa,
insegnando l’uso molteplice della prospettiva
nell’architettura e nella pittura.
La novità di questa mostra dedicata a Pozzo consiste quindi
nell’evidenziare attraverso le opere esposte il fruttuoso
intreccio tra gli aspetti apparentemente più divergenti
della sua personalità: dalla conoscenza scientifica, alla
perizia pratica efficacemente esplicata nel trattato, fino alla
brillante creatività artistica, controbilanciata comunque
dalla profonda modestia religiosa propria di un semplice fratello
laico della Compagnia di Gesù.
Informazioni
Data Inizio:05 marzo 2010
Data Fine: 02 maggio 2010
Luogo: Roma, Palazzo Poli (Palazzo della Fontana di Trevi)
Orario: ore 10,00 -19,00 - chiusura settimanale:
lunedì