
L’indiscusso protagonista della
splendida mostra allestita nella Sala Leonardo della Biblioteca
Reale di Torino è l’Autoritratto di Leonardo da Vinci,
realizzato a sanguigna negli ultimi anni di vita
dell’artista, morto ad Amboise (Loira, Francia) nel
1519.
Il maestoso volto è attorniato da altri disegni come il
Ritratto di fanciulla, riconducibile al viso dell’angelo nel
dipinto della Vergine delle Rocce, lo Studio preparatorio per la
battaglia di Anghiari, che testimonia la precisione anatomica e la
forza che Leonardo sapeva conferire al segno grafico, il prezioso
Codice sul volo degli uccelli, opera di straordinario valore
scientifico, in cui il maestro indaga i principi che regolano il
movimento dei volatili al fine di realizzare la macchina volante.
Completano il percorso espositivo alcuni fogli di allievi e seguaci
di Leonardo, tra i quali il recente acquisto della Biblioteca
Reale, l’inedito Profilo di vecchia, mai esposto al
pubblico.
Per la prima volta, le opere della Biblioteca Reale vengono
affiancate da prestiti provenienti da prestigiose istituzioni
museali internazionali rappresentate da disegni di Leonardo e della
sua cerchia. Negli ultimi anni della sua vita, in Francia, Leonardo
si dedicò ad insegnare agli allievi, come è
documentato da una lettera del 10 ottobre 1517 del segretario del
Cardinale Luigi d’Aragona, scritte dopo una visita allo
studio di Leonardo nel castello di Amboise. Da qui
l’importanza degli studi grafici degli allievi, a conferma di
una pratica, quella del disegnare, voluta da Leonardo e da lui
raccomandata nei “precetti”: lavori che possono
conservare tracce del suo intervento diretto, oltre a rispecchiare
gli insegnamenti del maestro e costituire pertanto, nel rispetto e
nell’uniformità di adesione ai suoi dettami tecnici e
stilistici, documenti importanti per la diffusione dei modelli
leonardiani.