Il 2 febbraio 2007, il Consiglio dei Ministri
ha approvato lo schema del D.P.R. recante
l’istituzione del Centro per il Libro e la
Lettura, che prende il posto dell’Istituto per il
Libro, ampliandone le competenze e le finalità per
affrontare in modo efficace la drammatica condizione della lettura
nel nostro Paese: secondo l’Istat, nel 2005 il 54,9% della
popolazione ha dichiarato di non aver letto alcun libro nel tempo
libero (e la percentuale sale al 67,1% nel Meridione).
Per la prima volta in Italia, analogamente a quanto succede in
altri Paesi europei, si è giunti alla creazione di un
organismo dotato di completa autonomia scientifica e
amministrativa, che attua politiche
di promozione del libro e diffusione della lettura
assumendo una funzione di discussione, confronto e concertazione
con tutte Istituzioni Pubbliche che esercitano competenze in
materia, gli Enti territoriali e locali, con le categorie e le
associazioni interessate (autori, scrittori, traduttori, editori,
librai, bibliotecari e gli altri interlocutori impegnati nella
filiera del libro).
Il Centro per lo svolgimento delle sue attività si avvale di
un Consiglio, con funzioni consultive in ordine alle tematiche
relative alla diffusione del libro e della lettura, e di un
Comitato di indirizzo, con il compito di definire le strategie di
intervento da sottoporre periodicamente al parere del Consiglio e
di coadiuvare il Direttore del Centro nella esecuzione degli
interventi programmati, nonché di monitorare i risultati
tenendone informato il Consiglio.
La creazione del Centro è il risultato di un percorso
partito dall’annuncio dato dal ministro per i Beni e le
Attività Culturali Francesco Rutelli in occasione degli
Stati generali dell’editoria dell’Associazione
Editori Italiani, svoltosi lo scorso 21-22 settembre, in
cui si sottolineava la necessità di dar vita a una struttura
capace di definire un’unitaria politica di promozione del
libro e della lettura e di proporre, in accordo con tutti coloro
che a vario titolo se ne occupano in base alle proprie specifiche
competenze, adeguate strategie di marketing culturale.
Finalità che hanno raccolto un’adesione unanime,
sfociata nel Protocollo d’intesa siglato il 25
ottobre del 2006 a Palazzo Chigi, che ha dato avvio al
percorso di definizione del regolamento, oggi approvato in via
preliminare dal Consiglio dei Ministri.
Il provvedimento, per diventare pienamente efficace,
dovrà ora passare ai pareri della Conferenza Unificata, del
Consiglio di Stato e delle Commissioni
parlamentari.