Titolo+CondividiSu
Titolo CondividiSu

Giuseppe Piermarini tra Barocco e Neoclassicismo

La mostra dedicata a Piermani nel II centenario della morte fino al 2 ottobre 2010 a Foligno ....

Tra i più illustri protagonisti dell’architettura neoclassica in Italia, GIUSEPPE PIERMARINI è noto soprattutto come architetto del Teatro alla Scala a Milano e come rifondatore del buon gusto in Lombardia nella seconda metà del Settecento. La Mostra, curata da Marcello Fagiolo e Marisa Tabarrini, rappresenta uno dei vertici culturali del programma di celebrazioni dedicato al maestro del Neoclassicismo ed è promossa dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni del II Centenario della morte, con la collaborazione del Centro di Studi sulla Cultura e l’Immagine di Roma. È realizzata col patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e col contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno. La Mostra propone un ampio panorama della Roma settecentesca a cavallo degli anni sessanta, attraverso i più significativi luoghi dell’apprendistato piermariniano, tra lo scadere del pontificato di Benedetto XIV (1740-1758) e il rinnovato clima culturale del pontificato di Clemente XIII (1758-1769); e quindi della collaborazione a Napoli nello studio di Vanvitelli, prima del trasferimento a Milano nel 1769 e del rientro definitivo a Foligno. L’arrivo di Piermarini a Roma coincide col momento più alto di confluenza nella città di giovani artisti da ogni parte d’Italia e d’Europa e di colti personaggi - teorici e antiquari come Winckelmann e Milizia, pittori e architetti come Mengs e Piranesi – i quali, attirati dalle vestigia dell’antichità classica, diventano protagonisti del rinnovamento artistico e della transizione dal barocco al neoclassico. La valorizzazione dell’antico sull’onda di importanti scoperte archeologiche, divulgate da una pubblicistica internazionale, è sostenuto anche dal mecenatismo papale e di alcune grandi famiglie romane che promuovono l’insegnamento accademico e incentivano la cultura museale. Nella città crocevia cosmopolita si rafforza gradualmente la contestazione del barocco nella quale si è riconosciuta la precoce incubazione di idee che preludono al Neoclassicismo internazionale.
Il percorso della Mostra, scandito in sezioni cronologiche e tematiche, dopo un excursus su Foligno, luogo di nascita dell’architetto, si apre con la Roma di Benedetto XIV e Clemente XIII, immortalata dalla grande veduta di Giuseppe Vasi, con una galleria di ritratti dei maggiori protagonisti: i due papi e i cardinali camerlenghi Silvio Valenti Gonzaga e Girolamo Colonna, promotori delle scienze e delle arti, e poi Boscovich, illustre scienziato docente al Collegio Romano, mentore di Piermarini. Vengono poi indagati i luoghi dell’apprendistato piermariniano. Lo studio di Paolo Posi e il cantiere del palazzo del cardinale Girolamo Colonna alle pendici del Quirinale. Viene illustrato in particolare il laboratorio dell’Effimero con le macchine pirotecniche delle Chinee, l’omaggio spettacolare al papa del re di Napoli che si ripeteva ogni anno. Il passaggio nello studio di Carlo Murena, luogotenente di Luigi Vanvitelli a Roma, significa per il Piermarini anche uno stretto contatto con insegnanti e allievi dell’Accademia di San Luca. Gli “scolari” di Murena – Andrea Vici, Girolamo Toma, Virgilio Bracci – secondo il metodo consolidatosi a Roma al tempo di Carlo Fontana studiavano e copiavano i progetti dei maestri, e si applicavano metodicamente al rilevamento degli edifici antichi e moderni. L’approdo a Napoli nello studio di Vanvitelli viene infine illustrato da opere di Luigi e Carlo Vanvitelli. Il gusto per il collezionismo archeologico è rappresentato da immagini di villa Albani a Roma, opera di Carlo Marchionni inaugurata con fasto nel 1761, e di villa Farsetti a S. Maria di Sala, realizzata su progetto di Paolo Posi reimpiegando colonne antiche provenienti da Roma. Tra le opere eccezionalmente concesse in prestito, che documentano l’interesse crescente per i monumenti antichi tra la prima e la seconda metà del secolo, sono tre straordinari dipinti del Colosseo di Andrea Locatelli, Bernardo Bellotto e Gaspare Vanvitelli insieme a dipinti di Giovanni Paolo Pannini, Pompeo Batoni, etc. In una sezione a parte verranno inoltre esposti il modello settecentesco della facciata della Reggia di Caserta e l’eccezionale modello ligneo del Colosseo, opera di Carlo Lucangeli con una restituzione dall’antico derivata da Carlo Fontana e dai disegni di Vincenzo Brenna. Il Catalogo della Mostra, edito da Fabbri editore, raccoglie i saggi di alcuni tra i più aggiornati studiosi dell’arte e della cultura del Settecento romano.

Direzione e segreteria organizzativa:
Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Bicentenario della morte di Giuseppe Piermarini
c/o Biblioteca Comunale di Fologno, piazza del Grano – 06034 FOLIGNO(Pg)
tel. 0742-330.623  .612  .580; fax: 0742-340.496; biblioteca.foligno@umbria2000.it
http://piermarini.bassnet.it/

Segreteria Scientifica:
Centro di studi sulla cultura e l'immagine di Roma, via della Lungara 10 – 00165 ROMA
tel e fax: 06-6802.7241, 06-689.37.58, cs.rom@iol.it
www.culturaimmagineroma.it


Condividi su:

torna all'inizio del contenuto