Mercoledì 14
ottobre 2009, alle 17,30, a
Trento, nella Sala degli Affreschi della
Biblioteca comunale (Via Roma 55) il Centro Studi sulla
Storia dell'Europa Orientale organizza
l’incontro-dibattito Afghanistan: una crisi dalle radici
lontane. Interviene Giovanni Bensi. Introduce Massimo
Libardi.
Otto anni fa, 7 ottobre 2001, iniziavano i bombardamenti
anglo-americani su Kabul.
Otto anni dopo il bilancio di Enduring Freedom non è
certamente positivo. La nuova amministrazione di Barack Obama
dibatte su quale strategia adottare. Il segretario alla difesa
Robert Gates e il capo delle truppe in Afghanistan, il generale
McChrystal, sostengono che è impossibile vincere senza
rinforzi: servono almeno altri 40.000 uomini.
Secondo alcuni osservatori, le recenti elezioni presidenziali
sarebbero stati una sorta di regalo ai talebani, il numero due
della missione onu in Afghanistan Peter Galbraith, cacciato per
aver denunciato i brogli elettorali a favore di Karzai, ha definito
quella del presidente rieletto una vittoria truccata.
La nuova strategia americana mirerebbe ora ad una maggiore presenza
di militari ma anche di personale civile nei villaggi per tentare
di recuperare quella fiducia da parte della popolazione venuta meno
da quando i bombardamenti contro le basi dei talebani hanno
provocato anche un’alto numero di morti, tra cui donne e
bambini tra la popolazione civile. Una presenza anche in termini di
aiuti diretti alla popolazione in cui sono da sempre impegnati i
militari italiani.
Ma quello dell'Afghanistan è un conflitto di vecchia data e
dalle radici profonde. Ci aiuta a capire le profonde radici di
questo conflitto Giovanni Bensi.