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Fondazione Ugo e Olga Levi

Tabella: Scheda di dettaglio diFondazione Ugo e Olga Levi
Descrizione Dettaglio
logo Fondazione Ugo e Olga Levi
Sito web https://www.fondazionelevi.it/
Telefono +39.041.786777
eMail info@fondazionelevi.it
Indirizzo San Marco 2893
Cap 30124
Città Venezia
Provincia VE
Regione Veneto
Descrizione

La Fondazione Ugo e Olga Levi – Centro di Ricerca e Cultura Musicale Superiore (ONLUS) ha lo scopo di realizzare ed incoraggiare iniziative per l’incremento degli studi e della cultura musicale. Per il raggiungimento di tali finalità essa utilizza Palazzo Giustinian Lolin in Venezia quale sede di studi e di manifestazioni musicali ad alto livello; ha creato una biblioteca per studi storici sulla musica di tutti i paesi, di tutti i tempi, di tutte le forme e tendenze; organizza corsi musicali di perfezionamento ai quali sono ammessi giovani, italiani e stranieri; organizza concerti, conferenze, convegni, dibattiti e manifestazioni musicali nelle più elevate espressioni; istituisce e conferisce borse di studio a favore di allievi del Conservatorio di Musica "Benedetto Marcello" di Venezia e studenti universitari. La realizzazione di ogni attività connessa all’utilizzo ed alla valorizzazione del suo patrimonio anche mediante specifiche articolazioni organizzative quali a solo titolo di esempio enti o società strumentali. La Fondazione ha cura che la propria attività si armonizzi con quelle delle altre istituzioni musicali del territorio con le quali collabora attivamente.

Storia

La Fondazione Ugo e Olga Levi è stata istituita nel 1962 con atto di donazione di Ugo Levi. Per statuto ha sede presso palazzo Giustinian Lolin, sul Canal Grande, opera giovanile di Baldassarre Longhena.
I Levi erano una famiglia ebraica della ricca borghesia veneziana dell'Ottocento e del Novecento dedita a un'attività che oggi chiameremmo di merchant banking. I documenti contabili dell’archivio della famiglia dimostrano relazioni e interessi con i maggiori centri finanziari dell’epoca, come Parigi e Londra, ma anche con il Medio Oriente. Ultimo discendente è stato Ugo Levi, nato il 10 ottobre 1878, che sposò, l’8 dicembre 1912, a Trieste, Olga Brunner della stessa religione e di pari ceto sociale. Senza figli, i coniugi Levi coltivarono la loro passione per la musica, creando una vasta raccolta di manoscritti, libri, spartiti e partiture e facendo del loro Palazzo sul Canal Grande un luogo di incontri ed eventi culturali, in particolare musicali e letterari, cui parteciparono importanti personalità internazionali del mondo della musica e della letteratura. Fra questi Gabriele D’Annunzio nella sua permanenza a Venezia durante la prima guerra mondiale. Nel tempo maturarono l’idea, mutuata da una tradizione tipica della storia civile veneziana, di legare l’ingente patrimonio familiare ad una costituenda Fondazione. Con i testamenti, redatti rispettivamente il 16 settembre 1957 e il 17 novembre 1958, i coniugi destinarono i propri beni alla Fondazione che porta il loro nome.

Patrimonio documentale e altro

La Fondazione Ugo e Olga Levi e la sua Biblioteca nascono per volontà testamentaria nel 1962; nel 2008 la Biblioteca è stata intitolata a Gianni Milner, storico presidente della Fondazione. Il patrimonio della Biblioteca, specializzata nel settore musicale, è costituito da: un nucleo originario di spartiti e partiture ottocenteschi e novecenteschi di proprietà dei fondatori; manoscritti musicali ed edizioni musicali a stampa risalenti al periodo dal primo Cinquecento alla fine del Settecento; disegni e ritratti di musicisti; libretti d’opera; testi musicologici e storico-musicali, con specifiche sezioni dedicate al Medioevo, al Rinascimento e al Barocco, alla musica policorale, alla musica per film e all’etnomusicologia. Vi è inoltre custodito il prezioso fondo della Cappella Musicale di San Marco.
La biblioteca conserva ad oggi 30 fondi in deposito o donati, catalogati in SBN e consultabili. La Biblioteca si è dotata nel gennaio 2023 del LeviDigiLab un laboratorio di digitalizzazione con l’intento di ottenere una trasformazione culturale e tecnologica: il progetto prevede che il laboratorio resti in uso in modo permanente e disponibile a collaborazioni con chi ha un patrimonio o una storia da tramandare.

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