| Descrizione |
La Fondazione Gramsci è un ente senza scopo di lucro che svolge attività di ricerca, di promozione culturale, di tutela e valorizzazione del proprio patrimonio archivistico e librario; realizza progetti di inventariazione, catalogazione, digitalizzazione e pubblicazione del proprio patrimonio archivistico e bibliografico; realizza portali tematici finalizzati alla pubblicazione online di documenti e pubblica banche dati interoperabili con il Sistema archivistico nazionale; fornisce assistenza agli utenti in presenza e da remoto; organizza convegni, seminari, conferenze, mostre documentarie, attività di promozione culturale in Italia e all'estero; promuove la pubblicazione di monografie, raccolte documentarie, collane e serie editoriali ed edizioni critiche, tra le quali l’«Edizione Nazionale degli scritti di Antonio Gramsci», edita dall’Istituto della Enciclopedia Italiana; pubblica dal 1959 la rivista trimestrale «Studi storici»; svolge attività editoriale e di ricerca a supporto delle edizioni e delle traduzioni degli scritti di Antonio Gramsci; promuove studi e ricerche di storia politica, sociale e culturale dal XIX al XXI secolo; collabora con università, enti e istituzioni italiane e straniere che condividono ispirazioni e finalità analoghe; bandisce borse di studio e premi; realizza progetti di ricerca nei campi di sua competenza; svolge attività di orientamento e formazione destinate a studenti universitari, neolaureati e dottorandi di ricerca. Accoglie gruppi di visitatori e scolaresche interessati a conoscere il patrimonio archivistico e bibliografico di cui dispone. |
| Storia |
La Fondazione è stata costituita a Roma nel 1950 con il nome di Fondazione Antonio Gramsci con il proposito di raccogliere la documentazione relativa alla biografia di Gramsci e di dare impulso alle ricerche sulla storia del movimento operaio italiano e internazionale. Il nucleo originario del patrimonio fu costituito dai libri e dalle riviste appartenuti a Gramsci, ai quali si aggiunsero all’inizio degli anni ’60, al momento della costituzione dell’archivio, i manoscritti originali dei Quaderni del carcere e delle Lettere. Rinominata Istituto Gramsci nel 1954, ha allargato gli ambiti di attività a varie discipline (storia, filosofia, economia, pedagogia, diritto, medicina sociale, ecologia, bioetica), con l’obiettivo di fare dialogare sapere e politica e divenendo il principale istituto culturale e di ricerca del Partito comunista italiano. Nel 1982, con decreto del Presidente della Repubblica, è divenuta Fondazione Istituto Gramsci. La Fondazione ha esteso i campi di attività e di ricerca già distintivi dell'Istituto, rafforzando l'asse fondamentale degli studi e delle iniziative in campo storico e filosofico, e nello stesso tempo approfondendo il carattere pluridisciplinare dei propri interessi (storia, filosofia, storia delle donne, studi europei, etc.). Dal 1996 è iscritta all’Anagrafe Unica delle Onlus e nel 2016 ha assunto la denominazione di Fondazione Gramsci onlus. Nel marzo del 2026 la Fondazione ha richiesto l’iscrizione la Registro Unico Nazionale del Terzo Settore con la denominazione Fondazione Gramsci ETS. |
| Patrimonio documentale e altro |
La Biblioteca e l’Archivio sono aperti al pubblico per 40 ore settimanali, dal lunedì al venerdì dalle 9,30 alle 17,30. Il patrimonio archivistico consiste in 220 complessi documentari tra archivi di enti, fondi personali e raccolte. Considerevole è la presenza di archivi di partiti politici e di organizzazioni di massa, tra i quali: Partito comunista Italiano (1921-1991), a cui sono collegati gli archivi dei segretari e dei principali dirigenti nazionali; Brigate Garibaldi e altri fondi che documentano la storia della Resistenza italiana; Partito Socialista di Unità Proletaria (Psiup, 1964-1972); Partito Democratico di Unità Proletaria (Pdup, 1970-1985); Partito Democratico della Sinistra (Pds, 1991-1998); Democratici di Sinistra (Ds, 1998-2007); ARCI-Associazione Ricreativa Culturale Italiana (1957-2004).
La Fondazione acquisisce e valorizza anche archivi di personalità della letteratura, del cinema, dello spettacolo, dell'arte. I lavori di schedatura, ordinamento, inventariazione hanno accompagnato costantemente le acquisizioni dell'ultimo trentennio e l'intero patrimonio archivistico è oggetto di richieste che provengono dalla comunità scientifica nazionale e internazionale e da soggetti che si occupano di produzione e divulgazione storica e culturale, come attestano le richieste per pubblicazioni, esposizioni documentarie, produzioni cinematografiche e televisive. L'inventariazione informatizzata e i massicci lavori di digitalizzazione e di pubblicazione on line, eseguiti dai primi anni duemila, hanno reso via via più accessibili dati e documenti, consentendo una maggiore salvaguardia del patrimonio cartaceo. L'accessibilità al patrimonio archivistico è garantita dalla quotidiana assistenza agli studiosi in presenza e da remoto.
La Biblioteca dispone di 220 mila volumi tra monografie, periodici e opuscoli presenti nell’Opac nazionale Sbn. L’incremento medio del patrimonio bibliotecario è di circa 5 mila volumi l’anno, frutto di donazioni e di acquisti. La lingua prevalente delle raccolte è l’italiano, ma sono presenti in discreta percentuale volumi in inglese, francese, tedesco, spagnolo e russo. È una biblioteca specializzata nelle scienze storiche e sociali che segue con particolare cura la storia e l’attività dei partiti e dei movimenti politici italiani ed europei e la storia della cultura italiana del Novecento. Tra i fondi librari si segnalano il Fondo Antonio Gramsci, il Fondo Sibilla Aleramo e il Fondo Luchino Visconti. La Biblioteca digitale, costantemente arricchita, ospita edizioni integrali e ricercabili di periodici italiani pubblicati nel corso del Novecento.
La Fondazione organizza esposizioni documentarie finalizzate alla diffusione della conoscenza storica e alla valorizzazione del patrimonio archivistico e librario. |