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Fondazione Benedetto Ravasio

Tabella: Scheda di dettaglio diFondazione Benedetto Ravasio
Descrizione Dettaglio
logo Fondazione Benedetto Ravasio
Sito web https://fondazioneravasio.it
eMail info@fondazioneravasio.it
Indirizzo Via Torquato Tasso, 8
Cap 24121
Comune Bergamo
Regione Lombardia
Descrizione

La Fondazione viene costituita nel 1993 dalla famiglia Ravasio e da alcuni amici* per mantenere viva l’eredità artistica di Benedetto attraverso la salvaguardia e la valorizzazione del Teatro di Figura, con particolare attenzione alla tradizione dei burattini bergamaschi. La Fondazione Benedetto Ravasio, sin dagli inizi, ha avvertito la necessità di operare sul territorio ponendosi in continuo dialogo con le Istituzioni culturali, con le scuole di ogni grado, con gli studiosi e i professionisti del settore per promuovere la conoscenza, lo studio e una rivalutazione critica di tutto il Teatro di Figura. Questo impegno, fatto di ricerca, conservazione, formazione e organizzazione festivaliera ha trovato declinazione in numerose ed articolate attività come la creazione di una scuola, in collaborazione con la Regione Lombardia, per performers di Teatro di Figura; la curatela di mostre, in Italia e in Europa, come “Benedetto Ravasio, una vita con i burattini», «I burattini lontani. Il Banraku e i burattini della tradizione lombarda», «Danze Macabre» , “Arlecchino”, «Pina e Benedetto Ravasio, vita da burattinai – Ricordi e Riflessioni -» e “Un tesoro da scoprire”; i convegni internazionale “L’albero di Arlecchino”; la pubblicazione di ricerche e docu-film come «La fiaba dei burattini», «Pacì Paciana», «Il mondo di Gioppino», «Otello Sarzi» e «Ritorno a Stasù»; l’acquisizione di collezioni, evitando la dispersione e la perdita di un ricco patrimonio fatto di burattini, copioni, scene e materiali; la realizzazione di una biblioteca e di una videoteca di settore. Ogni anno, in estate, la Fondazione “Benedetto Ravasio” organizza la Rassegna “Borghi&Burattini” con l’assegnazione dei premi internazionali “Pina e Benedetto Ravasio”, portando a Bergamo compagnie da tutto il mondo.

Storia

Benedetto Ravasio rappresenta per il teatro dei burattini l’anello di congiunzione tra un passato e un futuro dove questa arte è tutt’altro che defunta. Con l’avvento della televisione lo spettacolo dei burattini venne emarginato ma i migliori, come Benedetto, continuarono affrontando anche molte difficoltà senza mai rinunciare al loro straordinario spettacolo. Benedetto faceva unicamente il burattinaio e lo faceva davvero bene, con rigore e passione.

La sua maschera principale era Gioppino al quale Benedetto dava una voce naturale e un movimento particolare che aveva appreso dal suo maestro Nespoli, che lo rendevano unico. Grazie a lui per la prima volta Gioppino usciva dai confini regionali e approdava ai grandi festival nazionali, al Piccolo della Scala e alla RAI. Il suo repertorio era fatto di grandi spettacoli teatrali “Giulietta e Romeo “, “Ginevra degli Almieri”, “Il Fornaretto di Venezia“, “I due Sergenti“, “Il ponte dei Sospiri”, “Vincenzo Pacchiana” e solo negl’anni ’70, riformando la tradizione e introducendo commedie brillanti, adattò i sui spettacolo ad un pubblico più giovane.

Assistito in scena dalla moglie Giuseppina, autentica burattinaia, Benedetto ha sconfitto il tempo e ha compiuto un’opera fondamentale: ha salvato le radici culturali di Bergamo e dei bergamaschi, perché i burattini non sono semplici personaggi teatrali ma il simbolo di secoli di vita e di storia comune.

Dopo la scomparsa di Benedetto, avvenuta nel 1990, la moglie Giuseppina prosegue la carriera artistica lavorano come attrice e burattinaia con il Teatro Prova ricevendo riconoscimenti e premi internazionali come la Sirena d’oro al Festival di Cervia e il premio “Mariona Masgru” di Bilbao.

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