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Comitato Nazionale “Plebazione e titolazione: la diffusione del titulus Sancti Martini”

Tabella: Scheda di dettaglio diComitato Nazionale “Plebazione e titolazione: la diffusione del titulus Sancti Martini”
Descrizione Dettaglio
Presidente mons. dott. Angelo Zanello
Segretario tesoriere rag. Dante Scarsini
Telefono +39 04332054
Fax +39 04332054
Indirizzo via Lequio 7
Cap 33028
Comune TOLMEZZO
Provincia Udine
Regione Friuli Venezia Giulia
Durata 2006 - 2006
Anno di istituzione D.M. 27 aprile 2006
Presentazione
Ancora una volta il Comitato di san Floriano – già organizzatore, nel 2004, della Mostra internazionale su san Floriano di Lorch in Europa, e nel 2005 della mostra "Mysterium. L’Eucarestia nei capolavori dell’arte europea" – è referente di un progetto che propone un itinerario di eventi spirituali e culturali ispirato alla figura di san Martino di Tours, vero protagonista della civiltà cristiana d’Occidente.
In particolare abbiamo voluto questa Mostra internazionale d’arte, esposizione di alcuni tra i più noti capolavori dell’arte europea dal quinto al diciannovesimo secolo conservati nelle più prestigiose sedi museali italiane ed europee, come anche nelle più piccole e sperdute cappelle, provenienti da dodici paesi d’Europa. Settanta capolavori della oreficeria, della scultura della pittura della miniatura saranno ad Illegio in questo 2006.
Vogliamo così narrare alle presenti generazioni come nacque la grande civiltà cristiana d’Occidente e delineare il volto e le fattezze di uno dei suoi grandi padri. Era ancora l’alba dell’annuncio evangelico, anche se da quasi tre secoli la parola di Cristo correva lungo le vie dell’Impero, quando si accese per il benefico contributo di molti un fuoco spirituale irresistibile, che fece progredire l’umanità quanto altre generazioni mai avevano potuto. Davvero il sangue di tre secoli di martiri, versato anche poc’anzi – il 304 fu anno di mietitura di molti martiri cristiani -  in grande abbondanza da uomini e donne, fedeli a Cristo prima che all’imperatore, aveva preparato e irrorato i solchi della storia e delle società a ricevere il seme dell’Evangelo. Ora quel seme era in grado di spuntare e crescere rigoglioso per diventare sistema sociale e forza di unificazione delle genti. Molti uomini di quel quarto secolo segnarono nel cielo culturale di un impero, irrimediabilmente al tramonto, il tracciato di un nuovo cammino. Martino fu tra costoro: il Vangelo nel cuore prima che tra le mani e sulle labbra, a cantare lungo le contrade di mezza Europa l’avventura di Cristo, specialmente per i poveri.
Una ricca serie di congressi e incontri di alto valore simbolico, civile, ideale accompagnano l’evento artistico, a illuminare questo nostro inizio di millennio con la stessa luce evangelica che fugò tante volte le paure di una barbarie sempre in agguato a minacciare la civiltà dell’amore.
Motivo importante che incoraggia la nostra determinazione di procedere sulla via tracciata finora dalle azioni del Comitato di San Floriano, è che per questo anno 2006 la Repubblica Italiana ha deciso di costituire per queste iniziative uno speciale Comitato. La richiesta è stata avanzata al Ministero per i Beni e le Attività Culturali da parte dell’Arcidiocesi di Udine e del Comitato di San Floriano, affinché fosse recepita la levatura culturale e l’interesse nazionale ed internazionale della proposta.
La decisione della Consulta per i Comitati Nazionali, prima, delle competenti Commissioni parlamentari, poi, e, infine, del Ministro per i Beni e le Attività Culturali è valsa ad istituire il Comitato Nazionale "Plebazione e titolazione: la diffusione del titulus sancti Martini" - nuovo soggetto di emanazione della Repubblica Italiana -, avendo il Friuli ed Illegio in particolare quali punti di riferimento. 
Il Comitato Nazionale è costituito da Istituzioni di governo e pubbliche amministrazioni di diverso livello, dal Ministero alla Regione, alla Provincia, al Comune, alle Soprintendenze; soggetti ecclesiali come l’Arcidiocesi di Udine, la sede arcivescovile di Tours, la Nunziatura Apostolica in Italia, l’Abbazia di Sankt Florian in Alta Austria; soggetti culturali quali le Università, gli Istituti di studio e di ricerca a vario titolo coinvolti, la Deputazione di Storia Patria e altre associazioni culturali; soggetti di importanza sociale o economica che sostengono il progetto; personalità interessate da un percorso martiniano, quali gli Ambasciatori di Francia, di Ungheria e di Slovenia, e gli studiosi del culto e dell’iconografia dei Santi in Europa.
Perchè tutto questo favore, queste alleanze e convergenze di energie e di intelligenze e di disponibilità attorno alla rassegna martiniana proposta da Illegio in questo 2006?
Anzitutto perchè Martino, emblema di carità veneratissimo in Friuli, è la migliore scelta per accompagnare un anno in cui facciamo memoria del trentesimo anniversario dei terremoti del Friuli del 1976 e, ancor di più, del movimento di solidarietà e carità che si sviluppò a partire da quegli eventi disastrosi e si posò quale manto d’amore gratuito e di benefica condivisione, vero balsamo su una terra ferita e disastrata.
Che Martino sia un caso interessante da conoscere e studiare lo rivela, inoltre, la straordinaria diffusione del suo titolo e del suo culto in tutta l’area dell’Europa centrale, in Italia – dove si contano oltre duemila luoghi di culto a Lui dedicati - e in Friuli. Un’analisi di questi titoli permette di scoprire l’antichità del suo culto e il congiungersi della sua figura con particolari aspetti del vissuto religioso, culturale e sociale dei popoli d’Occidente tra epoca tardo antica e medioevo. Aspetti complessi che vanno necessariamente approfonditi. Ciò a dire che studiando Martino e la diffusione del suo culto possiamo capire molto sui popoli d’Europa e sulla loro storia, come da un osservatorio privilegiato
Nella vita di Martino, in terzo luogo, leggiamo tanti parallelismi con la nostra stagione culturale, illuminanti l’odierna situazione. Questo grande “apostolo” – dai contemporanei venne infatti chiamato tredicesimo apostolo del Signore - dell’annuncio cristiano nel mondo antico, nella sua storia e nel percorso della sua vicenda umana e spirituale ha affrontato scenari, problemi, situazioni e sfide in un tempo di profonda crisi di civiltà, che presenta non poche analogie con la situazione di rivolgimenti, domande e interrogativi che attraversano l’Occidente dei nostri giorni. Ecco perché riscoprire la storia di Martino e la storia del suo mondo è un ottimo punto di partenza per orientarci nel nostro mondo.
Ma la figura di Martino è tanto importante nella storia d’Occidente per molti altri motivi: la sua esemplare e notissima carità; il suo legame personale con Aquileia, Milano, Treviri, con le grandi Chiese del IV secolo e con la loro tradizione teologica; l’aver egli sostanzialmente  fondato il monachesimo d’Occidente; la sua intensa azione di oppositore del male, tanto nella sua forma di mortificazione materiale dell’essere umano, quanto nella sua forma di assedio soprannaturale diabolico; l’essere stato tra i più grandi missionari del tempo antico; la ricchissima tradizione relativa ai miracoli da egli compiuti, tra cui numerose guarigioni e alcune risurrezioni; il suo modo di interpretare il ministero episcopale, che diverrà decisivo per i secoli successivi; il suo impegno nel combattere ogni eresia ed ogni rigurgito di paganesimo e superstizione; la sua acclamazione a santo in un momento storico in cui tale genere di venerazione era riservata di fatto quasi esclusivamente ai martiri; i suoi trascorsi di militare, spesso immaginato come cavaliere, che ne hanno legato le sorti a diversi popoli migrati nei territori già soggetti a Roma; l’essere stato egli il soggetto di importanti biografie – Sulpicio Severo, Venanzio Fortunato, Paolino di Perigueux -, diffusissime nell’antichità (tra le quali lo scritto sulpiciano può essere considerato il primo caso vero e proprio di agiografia occidentale); il fatto che la sua cappa diede il nome al luogo in cui venne custodita tale reliquia – “cappella” – e da allora a tutti i luoghi di preghiera cristiana non destinati all’assemblea eucaristica; il fiorire di un intensissimo e continuo  pellegrinaggio sulla tomba di Martino, che da questo punto di vista fece di Tours una sede degna di confronto con Santiago di Compostela, Roma e il Santo Sepolcro; la presenza, lungo le vie dei pellegrinaggi antichi, di tanti oratori e cappelle dedicate a Martino, in memoria della cura che ebbe nei confronti del povero e dei pellegrinaggi tormentati e minacciati che egli stesso compì in vita; il legarsi del suo nome a tanti usi e riti di carattere socioeconomico, propri specialmente della vita nelle campagne; il fatto che l’undici novembre del 1918, giorno di san Martino, finì in Francia la Grande Guerra, strage immane cui i credenti francesi ritennero fosse stata proprio l’intercessione del loro antico patrono ad ottenere un argine.
Per scoprire tutto quanto abbiamo detto, abbiamo costruito un percorso  di eventi su due registri diversi: un invito alla contemplazione del bello, in particolare con la Mostra d’arte che in questo catalogo presentiamo, e la proposta di alcuni congressi  da dedicare al colloquio, allo studio ed alla meditazione, a partire dai temi più attuali per la nostra società, imparando da Martino lo stile di impegno per la società che sempre lo caratterizzò: il legame tra civiltà e cristianesimo ed il ruolo dei santi nella storia dell’Occidente; l’urgenza di rifondare il pensiero umano e le sue idee fondamentali, sondando il legame tra pensiero e democrazia; la necessità di ripensare fede e laicità nell’Europa ed nell’Italia del XXI secolo.
Ancora una volta abbiamo candidato Illegio ad ospitare elevate proposte culturali ed una straordinaria esposizione, con l’intento di unire profondamente popoli diversi, già fattisi anelli di una lunga catena d’amore e uniti dai santi fondatori della nostra civiltà.
Illegio sia un’icona: un piccolo paese sul monte, che ospita, richiama e guarda avanti, perché la partita dello sviluppo e la sfida della speranza si giocano in ogni comunità.
  
Materiale

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San Martino (2) 

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