Nelle Memorie Olimpiche Pierre de Coubertin rievoca le vicende legate alla realizzazione del suo disegno di fondazione dei Giochi Olimpici moderni. Nello scenario storico a cavallo tra Otto e Novecento, sullo sfondo della fitta rete di rapporti diplomatici intessuti in Europa e in America con uomini di stato, accademici, personaggi di spicco dell'élite intellettuale e sociale rivivono — attraverso una prosa piacevole, vivacizzata da gustosi aneddoti, equilibrata tra esaltazione e giusto distacco — mentalità, usi, costumi e politica di tutta un'epoca. Per la prima volta tradotte in Italia, queste memorie sono un documento prezioso per conoscere l'uomo, ma anche il pedagogista che ha elaborato un modello formativo per la società di massa e per l'uomo "planetario": l'Olimpismo, "scuola di nobiltà e di pulizia morale". L'opera, in sapiente equilibrio tra una narrazione ininterrotta e un diario diplomatico, è preceduta dai saggi introduttivi della curatrice Rosella Frasca e di Franco Cambi e da una "nota in margine alla lettura" di Mario Alighiero Manacorda, ed è seguita da un valido apparato bio-bibliografico.