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Marzo con Vivaldi

Alla Biblioteca nazionale universitaria di Torino, il 4 marzo 2026, si inaugura l'esposizione degli scritti autografi del grande compositore, già icona pop, in attesa di celebrarne i 350 anni dalla nascita - 1678/2028 

Locandina

Il 4 marzo del 1678 nasceva Antonio Vivaldi: il 4 marzo, la Biblioteca universitaria di Torino apre una grande esposizione degli scritti autografi del grande compositore, entrato a far parte della cultura pop.
Di Antonio Vivaldi, e in particolare della Primavera delle sue Le quattro stagioni, si conoscono infinite versioni, per ogni genere musicale. Protagonista di spot pubblicitari, accompagnamenti cinematografici, sootofondo e intrattenimento, le musiche di Antonio Vivaldi fanno parte della colonna sonora contemporanea.

Patrimonio
La Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino possiede le Raccolte Mauro Foà e Renzo Giordano: 27 volumi quasi interamente autografi di Antonio Vivaldi, la più importante collezione al mondo di partiture e lettere scritte di pugno del grande compositore veneziano, del quale tra due anni si celebrano i 350 anni dalla nascita.

Mostra
Nella Sala Mostre Filippo Juvarra della Biblioteca sono esposti gli scritti, in gran parte autografi, del compositore veneziano, patrimonio della Nazionale di Torino. L'esposizione consente di ammirare una selezione ragionata e commentata delle opere che sono mostrate dentro le teche di vetro altamente performanti. Un’occasione unica per conoscere l’aspetto personale e non solo musicale del Prete Rosso, con annotazioni private, anche di opere autografe mai esposte. La selezione delle opere esposte accompagnerà il visitatore nel laboratorio creativo del musicista: il percorso propone, inoltre, le vicende che hanno portato alla Nazionale di Torino questo patrimonio eccezionale, con un affondo sul libro di musica – manoscritto e a stampa – del Settecento. Spazio al focus per riflettere sul valore e sull'importanza della conservazione, dello studio e della valorizzazione di tale corpus documentario.
La mostra rimarrà aperta al pubblico fino a giovedì 26 marzo 2026 - ore 9/19.
Ingresso libero senza bisogno di prenotazione. Da lunedì a venerdì, dalle 9:00 alle 19:00 (ultimo ingresso ore 18:00). 

Eventi
Ricchissimo il programma di concerti, presentazioni, talk, dibattiti, laboratori, reading, spettacoli, legati all'esposizione e all'omaggio al compositore, in vista dei 350 anni dalla nascita (1678/2028). Il calendario è a disposizione di studiosi, melomani, visitatori.

Conferenza stampa
BNUTO - giovedì 26 febbraio 2026 ore 
11 
anche in streaming: https://meet.jit.si/ConferenzaStampa
Interventi: 
Marzia Dina Pontone - direttrice della Biblioteca nazionale universitaria;
Fabio Uliana - responsabile del settore manoscritti e rari BNUTO;
Ugo Orlandi - Maestro ensemble Quadro Raro, in collegamento audio e video.

Marzia Dina Pontone - direttrice della BNUTO sottolinea: «Marzo con Vivaldi alla Biblioteca nazionale universitaria di Torino è un'occasione straordinaria per apprezzare dal vivo una selezione di partiture autografe di Antonio Vivaldi; un'opportunità rara per entrare di persona nel laboratorio creativo del famoso compositore veneziano e per scoprire un patrimonio culturale unico al mondo. Perché Vivaldi è stato un compositore e un artista che oggi è diventato un classico noto in tutto il mondo, che ha saputo ispirare la cultura musicale internazionale da oltre tre secoli. Eppure, la sua musica barocca non potrebbe essere colta pienamente senza l'apporto di conoscenza offerto dai manoscritti e dai documenti conservati presso la nostra biblioteca. Invitiamo tutti a venire in Nazionale per scoprire le incredibili vicende compositive e conservative degli autografi vivaldiani attraverso il percorso espositivo e il palinsesto di attività culturali del Marzo con Vivaldi».

Incontri e calendario 
- concerti, laboratori, convegni storico-filologici

Venerdì 6 marzo 2026
alle ore 17:00, nell’Auditorium Antonio Vivaldi della Nazionale, l’ensemble Quadro Raro eseguirà del compositore veneziano: 
• il Concerto in sol maggiore per due mandolini e archi RV532, allegro, andante, allegro
• il Concerto in do maggiore per mandolino e archi RV 425, allegro, largo, allegro
• il Concerto in re maggiore per liuto, due violini e basso RV 93, [allegro]. Largo, allegro
La formazione Quadro Raro è composta da: 
• Ugo Orlandi, Margherita Caputo, Gabriele Cascini mandolino a cinque ordini (detto mandola, mandolino, mandolino veneziano/bolognese, Antonio Stradivari, Cremona 1680 - copia di Daniele Orlandi, Monticelli Brusati, 2019); mandolino a 4 ordini singoli (detto Cremonese o Bresciano, Museo Bagatti Valsecchi, Milano, copia di D. Orlandi, 2018); mandolino (mandolino napoletano Raffaele Calace jr, modello Classico A, Napoli 1981)
• Anh Tuan Auriemma, mandola bassa (copia di D. Orlandi, 2025, dall’esemplare del Kunsthistorisches Museum Wien, nr. 8436, c37); chitarra barocca (Tiziano Rizzi 1989, da un quadro di E. Baschenis); chitarra
• Lucia Caputo, Ruben Galloro violino
• Lara Albesano, viola
• Stefano Beltrami, Violoncello

La riscoperta dei manoscritti vivaldiani ha riportato il mandolino nella “grande” musica, nel solco della sua tradizione più significativa, quella settecentesca.
Dai primi anni Cinquanta del ’900 abbiamo assistito al suo progressivo inserimento nei programmi delle nascenti orchestre d’archi, poi divenute ambasciatrici della rinascita artistica della musica da camera barocca nel mondo.

Il modello di mandolino utilizzato nella Venezia vivaldiana aveva cinque ordini.
Il Concerto per due mandolini RV 532 verrà eseguito con due mandolini copia da Antonio Stradivari (Cremona, 1680).

A quel tempo la “Serenissima” estendeva il suo territorio dalla laguna fino ai confini del Ducato di Milano, comprendendo le città, oggi in Lombardia, di Brescia e Bergamo.
A Brescia si trovano tracce di parte della storia famigliare e musicale dei Vivaldi. Il modello bresciano del mandolino era invece montato con 4 ordini singoli e accordato per quinte, proprio come il violino: non è quindi casuale che la presenza, nel manoscritto originale del Concerto per mandolino RV 425, di due versioni assai diverse in alcuni passaggi della parte solistica sia dovuta proprio alle caratteristiche dei due modelli di mandolino in uso a Venezia e Brescia.

Oltre a presentare le pagine dedicate da Vivaldi al mandolino attraverso i manoscritti presenti nella Biblioteca Nazionale di Torino, il programma si propone di offrire una visione il più possibile completa riguardo alla possibile esecuzione mandolinistica di questi concerti: da quella storicamente informata a quella praticata con strumenti moderni.

Sarà esposta in mostra, a corredo, la partitura autografa originale del Concerto per mandolino RV 425.
Grazie alla generosa disponibilità della Fondazione Giovanni e Mariella Accornero, nel pomeriggio del 6 marzo saranno esposti alcuni mandolini storici del periodo vivaldiano provenienti da una delle collezioni più prestigiose di strumenti a corde pizzicate.

Martedì 10 marzo 2026
alle ore 17:00, presso la Sala Luigi Firpo (I piano della Biblioteca Nazionale), avrà luogo la presentazione del volume Am Ha-sefer - Il popolo del libro. Lettori e bibliofili nell’Italia ebraica tra il XVII e il XX secolo, Roma, Edizioni di storia e letteratura, 2025.

Saranno presenti Dario Disegni (Presidente della Fondazione per i Beni Culturali Ebraici in Italia e del Comitato Scientifico della Biblioteca Nazionale dell’Ebraismo Italiano Tullia Zevi, curatore del libro), Germano Maifreda (Professore ordinario di Storia economica presso il Dipartimento di Studi storici dell’Università degli Studi di Milano, membro del Comitato Scientifico della Biblioteca Nazionale dell'Ebraismo Italiano Tullia Zevi, curatore del libro), Chiara Pilocane (ricercatrice presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino) e Franca Porticelli (già bibliotecaria della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino).

Dopo una introduzione di Dario Disegni e Germano Maifreda, Chiara Pilocane offrirà una sintesi sui fondi in lingua ebraica, manoscritti in particolare, conservati presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino.

Verrà quindi presentato il contributo di Franca Porticelli dal titolo Alberto Gentili e il recupero degli autografi di Vivaldi, pubblicato all’interno del volume: il saggio indaga la figura di Alberto Gentili, docente di Storia della Musica all’Università di Torino e tra i protagonisti dell’acquisizione della Raccolta Foà e della Raccolta Giordano conservate in Istituto.

Venerdì 13 marzo 2026
alle ore 17:00, nell’Auditorium Antonio Vivaldi della Biblioteca, concerto di musica da camera, a cura di Amit Dubester (sassofoni) e Giancarlo Prossimo (pianoforte).
Il programma del pomeriggio musicale comprende:
Antonio Vivaldi (1678-1741) - 9’
Sonata per flauto dolce alto e basso continuo in sol minore op. 13 N. 6 (RV 58) "Il Pastor Fido"
Vivace - Allabreve - Largo - Allegro ma non troppo
Antonio Vivaldi (1678-1741) - 3’
„Siciliana“ dal concerto in re minore nella trascrizione di J. S. Bach BWV 596
Giovanni Benedetto Platti (1697-1763) - 12’
Sonata per flauto in Sol maggiore, Op. 3, n. 2
Grave-Allegro-Adagio-Allegro molto
Antonio Vivaldi (1678-1741) - 12’
Sonata per flauto e basso continuo in Do maggiore (RV 48)
Affetuoso - Allegro assai - Larghetto - Allegro
Antonio Vivaldi (1678-1741) - 8’
Concerto per violino in la minore (RV 356)
(versione per sassofono alto arrangiata da James Rae)
Antonio Vivaldi morì quasi esattamente cento anni prima della più celebre invenzione di Adolphe Sax: il sassofono.
Nel 1842, Hector Berlioz scriveva sul Journal des Débats:
«Non conosco alcuno strumento attualmente in uso che possa essere paragonato ad esso. È pieno, morbido, vibrante, di enorme potenza e capace di essere addolcito».
Strumento giovane ma dalla personalità straordinaria, il sassofono ha conosciuto fin da subito un rapido sviluppo, grazie alla sua ricchissima tavolozza sonora e alle grandi possibilità virtuosistiche. Ne è nato un repertorio ampio e variegato, che comprende sia musica originale sia trascrizioni e arrangiamenti.
La natura camaleontica del sassofono rende questo concerto un'esperienza musicale unica: una reinterpretazione moderna di alcuni capolavori di Vivaldi per flauto e violino, nonché una sonata per flauto di Giovanni Benedetto Platti. Ne nasce un affascinante dialogo tra antico e contemporaneo, tra semplicità e virtuosismo, e un’esplorazione di come mondi apparentemente lontani possano fondersi in un solo strumento.
La collaborazione pluriennale tra Amit Dubester e Giancarlo Prossimo, maturata in Svizzera, approda alla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, offrendo al pubblico un’esperienza intensa e stimolante di musica da camera.

Venerdì 20 marzo 2026 alle ore 11:00, nella sala mostre Filippo Juvarra della Biblioteca, talk di Federico Maria Sardelli su Vivaldi secondo Vivaldi. Dentro i suoi manoscritti.
Federico Maria Sardelli – direttore d’orchestra, compositore, flautista e tra i massimi esperti dell’opera di Vivaldi – restituirà al pubblico gli esiti di lunghe e approfondite frequentazioni vivaldiane. Grazie a una ricognizione minuziosa sulle sue istruzioni musicali manoscritte offerte dal Prete rosso anche nei manoscritti in mostra, Sardelli metterà in luce come le partiture siano, in genere, già complete di molte indicazioni utili all'esecuzione.
Al contrario della vulgata – e sebbene Vivaldi non abbia lasciato nessuno scritto sulla sua musica, la sua poetica, il suo modo di comporla o eseguirla – queste carte lo rivelano come il compositore italiano barocco più prodigo d'informazioni tecniche e musicali.
Guidati da Sardelli, entreremo in intimo contatto con i manoscritti del Prete rosso, scrigni di un'impressionante mole di notizie, cruciali per comprendere il suo modo d'intendere e d’interpretare le sue creazioni.

Venerdì 20 marzo 2026 alle 17:00, nell’Auditorium Antonio Vivaldi della Biblioteca, il maestro Federico Maria Sardelli darà vita allo spettacolo teatrale L’affare Vivaldi.
Basato sull’omonimo romanzo pubblicato da Sellerio, L’affare Vivaldi è un concerto-reading interamente dedicato all’opera del Prete rosso.
La narrazione si muove su diversi itinerari dando allo spettatore l’opportunità di seguire, sia sul piano musicale sia su quello musicologico, l’affascinante percorso di un enorme patrimonio musicale che ha rischiato di andare perduto.
La fortuna popolare delle Quattro stagioni di Vivaldi ha infatti certamente reso il nome del compositore familiare al grande pubblico, al punto forse di costituire un ostacolo alla conoscenza più ampia della sua opera, vasta, complessa e affascinante.
I molti appassionati di Vivaldi, pur apprezzando le sue composizioni orchestrali, e la musica vocale, sia sacra che profana, spesso non sanno che grandissima parte dell’opus vivaldiana è rimasta per secoli sepolta nella biblioteca di famiglie aristocratiche più o meno decadute, e che ha rischiato di non veder mai la luce.

Quella compiuta da Sardelli è l’appassionante ricostruzione di un grande enigma culturale: la storia della discesa nell’oblio della musica di Antonio Vivaldi, e della sua travolgente riscoperta, tra il Settecento e l’Italia fascista.

Sabato 21 marzo 2026
dalle ore 10:30 alle 12:30 apertura straordinaria con laboratorio didattico per bambini e famiglie.
Nella sala mostre Filippo Juvarra della Nazionale, i bambini saranno accompagnati in una visita guidata interattiva, adattata in base all'età dei partecipanti. In seguito, parteciperanno al laboratorio musicale Emozioni in musica: i bambini ascolteranno un brano di Vivaldi e ciascuno di loro riceverà un pannello personale su cui lavorare, seguendo le emozioni ispirate dal brano.
Saranno messi a disposizione quattro box contenenti card a tema Stagioni, Colori, Sensazioni e Situazioni tra cui scegliere, per poi incollarle sul pannello e colorarle. In un secondo momento, i bambini saranno invitati a disegnare nello schema predisposto sul retro del pannello la propria storia su ispirazione del brano e delle card scelte. Alla fine del laboratorio ciascun bambino riceverà un attestato di partecipazione e potrà portare con sé il proprio quadro delle emozioni in musica.

Martedì 24 marzo 2026
alle 17:00, nella sala mostre Filippo Juvarra della Biblioteca, avrà luogo il talk in mostra a cura di Elena Franchi su Pubblico e privato modelli in cammino, e Laura Nicora su Il valore storico, culturale ed economico dei documenti di Vivaldi.

Come titolare di una biblioteca musicale notificata dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica del territorio, Elena Franchi racconterà il progetto che ha cercato di realizzare negli anni per mettere a disposizione di studiosi, musicisti e appassionati il prezioso materiale librario e documentario di sua proprietà, con la consapevolezza che vasto e ricchissimo è il granaio delle biblioteche e degli archivi pubblici, ma che altrettanto feconda può rivelarsi la sinergia con il mondo del collezionismo privato.
Lo rivela anche l’emblematica vicenda di intermediazione e mecenatismo privato che cento anni fa consentì allo Stato italiano di entrare in possesso degli autografi vivaldiani.

Il confronto proseguirà poi con l’intervento della musicologa Laura Nicora.
Un documento ha valore culturale e storico quando rappresenta una testimonianza viva del nostro passato. I 27 volumi manoscritti, quasi interamente autografi di Antonio Vivaldi, custoditi presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, costituiscono un patrimonio storico e artistico di valore universale.
Vivaldi è infatti riconosciuto come uno dei più grandi compositori di ogni epoca e la sua musica continua ad essere tra le più eseguite al mondo. Oltre al loro straordinario valore storico e culturale, questi documenti hanno anche un grande valore economico, determinato da molteplici fattori che verranno approfonditi nel corso dell’incontro.
Laura Nicora guiderà il pubblico nell’affascinante universo dei manoscritti antichi, un tempo unico veicolo di diffusione della cultura e della musica. Illustrerà i criteri e le criticità che caratterizzano la valutazione economica, introducendo i temi dell’autenticazione delle carte e del riconoscimento delle grafie autografe.
L’intervento si concluderà con il racconto di alcuni clamorosi casi di falsificazione che hanno coinvolto celebri protagonisti della storia musicale, compreso lo stesso Vivaldi.

Giovedì 26 marzo 2026
alle 17:00, nella sala mostre Filippo Juvarra della Nazionale, avrà luogo il talk in mostra a cura della professoressa Annarita Colturato dell’Università di Torino, La "mano famosa di Monsieur Estienne Roger". Vivaldi e la stampa musicale.

Contrariamente a quel che si è spesso portati a pensare, ben dopo l’introduzione della stampa la musica ebbe larghissima circolazione in forma manoscritta. La produzione di Antonio Vivaldi non fece eccezione e, vivente il compositore, solo una dozzina delle sue raccolte di sonate e concerti andò a stampa. Nel caso delle sonate op. 1-2, egli si rivolse a due veneziani che adottavano la tecnica a caratteri mobili (Giuseppe Sala e Antonio Bortoli).
A partire dall’Estro armonico op. 3, invece, affidò la propria musica strumentale a Estienne Roger, alla figlia minore di quest’ultimo (Jeanne) e al marito della figlia maggiore (Michel-Charles Le Cène), tutti attivi ad Amsterdam; l’adozione della calcografia e l’ampiezza della loro rete commerciale garantirono alla produzione vivaldiana (Stagioni in testa) una resa del testo e una diffusione altrimenti impensabili.

 

Informazioni

Data di inizio: 04 marzo 2026
Data di fine: 26 marzo 2026
Sito Web: https://bnuto.cultura.gov.it/
Email: bu-to@cultura.gov.it

Dove

Biblioteca nazionale universitaria di Torino
Piazza Carlo Alberto, 3
10123  - Torino
Regione: Piemonte


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