LA VOCE diLuigi Pirandello
lettura scenica a cura di Manuela Kustermann, una produzione La Fabbrica dell’Attore
Come i più avveduti studiosi di Pirandello hanno spesso sottolineato, molti racconti compresi dallo scrittore nelle Novelle per un anno, hanno in sé una fortissima carica di teatralità, non solo in quanto delineano situazioni suscettibili d’essere volte in teatro, ma anche, e spesso in maniera più suggestiva, perché rivelano una spettrografia dell’interiorità di uomini e donne che, nella loro angoscia, si prestano con rara efficacia all’evocazione teatrale.
Per questo Manuela Kustermann ha scelto per la sua serata Una voce, storia di una vicenda amorosa, segnata da un torbido rapporto di assistenza-dipendenza, racconto pubblicato per la prima volta nel 1904, lo stesso anno del romanzo Il fu Mattia Pascal e incluso nel 1923 da Pirandello nella raccolta “In silenzio” delle Novelle per un anno. Negli anni Venti se ne ipotizzò una versione cinematografica che non venne però mai realizzata.
Al centro della narrazione l’amore e la sua impossibilità: la cecità psicologica, le multiple sfaccettature della personalità di ciascuno con le sue alterazioni, l’immagine del proprio sé costruita a partire dal bisogno dell’altro, lo sdoppiamento, l’alienazione, la fuga dall’opprimente realtà.
Il marchese Silvio Borghi, affetto da una patologia della vista inizialmente ritenuta incurabile, si innamora di Lydia Venturi, sua governante e lettrice: lei è per lui una voce - bella, armoniosa, ricca di sfumature e modulazioni. La vicenda dell’innamoramento si muove tra la momentanea cecità di Silvio e l’insanabile cecità psicologica di Lydia, che preferisce essere un’immagine creata dal gioco del desiderio e dell’immaginazione, piuttosto che essere svelata nella sua realtà fisica.
Dice Manuela Kustermann: “La rinuncia all'amore per non infrangere un’immagine ideale, il sacrificio della donna che si ritrae per timore di deludere l'uomo che ama, conferisce a Lydia un carattere da grande protagonista che commuove. In un mondo senza scrupoli, dove l'inganno e il ricatto sentimentale sono usati normalmente per la conquista di un potere sociale questo è un esempio di amore certo tormentato, ma senza secondi fini, un amore autentico”.