Franco Loi è nato a Genova nel 1930. Seguendo il padre ferroviere, si trasferisce da piccolo a Milano di cui diventerà uno degli interpreti più originali e fedeli, anche nell’uso del dialetto utilizzato come lingua poetica. Dopo aver svolto il mestiere di ceramista e di operaio, e dopo essere stato attivo militante comunista, trova un impiego all’ufficio stampa della Mondadori. Nel 1972 esordisce come poeta sull’Almanacco dello Specchio. Tra i suoi libri in versi ricordiamo: ''Stròlegh'' (Einaudi 1975), ''Teater'' (Einaudi 1978), ''L’aria'' (Einaudi 1981), ''Bach'' (Scheiwiller 1986), “Liber'' (Garzanti 1988), ''Umber'' (Manni 1993), ''L’angel'' (Mondadori 1994), ''Isman'' (Einaudi 2002), ''Aria de la memoria'' (Einaudi 2005), ''Angel de aria'' (Aragno 2011), ''Lader de diu'' (Giuliano Ladolfi Editori 2013). Storico collaboratore della «Domenica» del Sole 24Ore, è anche autore di: ''Diario breve'' (Nuova Compagnia Editrice 1995), Milano (Unicopli 2003), Da bambino il cielo (intervista a cura di Mauro Raimondi, Garzanti 2010) L’ampiezza del cielo (I.M. Gallino 2011), Il pensiero dominante (antologia a cura di Davide Rondoni, Garzanti 2011). Ha ricevuto numerosi premi, tra i quali: il “Bonfiglio” nel 1976, il “Nonino” nel 1990, il “Librex-Montale” nel 2005, il “Pascoli”, il “Carlo Porta”, il “Dante Alighieri” nel 2013. Nel 2015 esce un romanzo scritto a metà degli anni Cinquanta: "Diario minimo dei giorni” (Hacca Editrice). Le sue poesie sono state tradotte in diversi paesi del mondo.