Interveranno Vera Valitutto, Direttrice della Biblioteca Nazionale di Napoli, Fabio Corvatta, Presidente del Centro Nazionale di Studi Leopardiani, Manuela Sanna, Direttrice ISPF del CNR, Matteo Palumbo, Università degli Studi di Napoli "Federico II" e Fabiana Cacciapuoti, Biblioteca Nazionale di Napoli.
Il progetto alla luce di alcuni grandi nuclei concettuali di gran rilievo sul piano cognitivo, gnoseologico, storico e filosofico intende prendere in esame le due grandi opere di Vico e Leopardi (Scienza Nuova e Zibaldone di pensieri) per individuare i campi di ricerca comuni ai due autori, e le fonti cui entrambi possono aver attinto, senza dimenticare di inserire le riflessioni dei due autori nello scenario di una storia delle idee di cui le rispettive opere sono comunque espressione. In tal senso, acquistano valore le biblioteche di Vico e di Leopardi, le loro letture e il dialogo con i protagonisti del loro tempo.
L’importante lavoro scientifico, a cui hanno aderito 40 studiosi e giovani ricercatori, nasce dalla convinzione di un’indubbia convergenza di temi e pensiero trai due autori , che in maniera evidente nelle rispettive opere principali la Scienza nuova e lo Zibaldone di pensieri , sembrano addentrarsi in alcuni temi con una similitudine di intenti, tanto da indurre molti studiosi di Leopardi ad ipotizzare una conoscenza della Scienza nuova da parte del poeta di Recanati. Difatti in molti luoghi dello Zibaldone leopardiano si individuano analogie con le riflessioni vichiane in diversi settori di ricerca, principalmente di tipo antropologico: un'antropologia che tiene conto di un asse storico, nell'alternanza di fasi di civiltà e regressioni barbariche, e di forme gnoseologiche legate all'interesse per tutto quanto concerne il linguaggio e l'origine di lingua-e e pensiero. Di qui, il comune interesse per nessi tra linguaggio e immaginazione, forme del simbolo, del mito, come traduzione della storia dei popoli: un'archeologia dei saperi che permea entrambe le opere, di Leopardi e di Vico, e che induce a ritenere quest'ultimo come una grande fonte implicita dello Zibaldone.
Per l’occasione la Biblioteca nazionale presenta un’esposizione di autografi dei due autori.