Intervengono: Marina d’Amelia, Costanza Jesurum, Domenico Rizzo
Coordina: Benedetta Borello
“Sviluppatasi nell'alveo della nuova storia sociale, l'obiettivo della storia dell'infanzia è stato fin dalle sue origini quello di dar voce a protagonisti rimasti per lungo tempo ai margini della "Storia". Nonostante le alterne vicende della disciplina, le discussioni metodologiche che la attraversano e le difficoltà oggettive di scrivere la storia dei più giovani, a partire dal problema delle fonti, dagli anni '60 a oggi bambine e bambini si sono affermati come soggetti storici essenziali alla comprensione del passato. La data di nascita della storia dell'infanzia viene fatta convenzionalmente coincidere con la pubblicazione di
L'Enfant et la vie familiale sous l'ancien régime. Nonostante i noti limiti metodologici dello studio di Ariès, infatti, il libro ebbe l'indubbio e dirompente merito di storicizzare l'infanzia, dimostrando che essa doveva essere con- siderata non come un fenomeno "naturale" o "universale", bensì come un fatto storico, e come tale legato alle specificità dei contesti [...]. Sappiamo oggi che i bambini non sono stati "scoperti" fra il XVI e il XVII secolo, e che concezioni specifiche dell'infanzia possono essere rintracciate nel corso dell'intera storia umana. L'accumularsi della ricerca storica sembra confermare che la cifra principale dell'infanzia (come idea e come esperienza) risiede proprio nella sua molteplicità, da indagare all'intersezione di classe, etnia, religione, situazione familiare e, inevitabilmente, genere”(Dall’
Introduzione di S. Bernini e A. Malena).