Negli ultimi anni di vita, dopo aver pubblicato la sua opera cruciale, La camera da letto, Attilio Bertolucci diede alle stampe due raccolte, Verso le sorgenti del Cinghio e La lucertola di Casarola, che, evitando ogni raggelante ipotesi di bilancio e testimoniando un’inesausta passione sperimentale, riunivano in sé poesie recenti e poesie giovanili, liriche compiute e composizioni in fieri, frammenti volatili e brani di ampio respiro narrativo esclusi dal romanzo in versi. Anche Il fuoco e la cenere è uno specchio limpido e vivo della parabola di Bertolucci dai lontani esordi sino alla fine.
Costruito dai due più attenti e amorosi interpreti dell’opera bertolucciana, Paolo Lagazzi e Gabriella Palli Baroni, scegliendo i testi più originali e intensi fra tutti quelli ancora inediti in volume, il libro, edito nel 2014 da Diabasis, è strutturato come un trittico: a una prima parte di poesie che si dispiegano dagli anni Venti ai Novanta ne seguono una di bellissimi brani esclusi dalla Camera da letto e una di prose di dolce e corrusca qualità poetica. Testo da leggere non come un’antologia ma come una vera e propria raccolta, questo è l’ultimo capitolo dell’avventura creativa di Bertolucci, il dono inatteso e struggente di un grande Maestro.