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Biblioteca Statale "Stelio Crise" di Trieste

Tabella: Scheda di dettaglio diBiblioteca Statale "Stelio Crise" di Trieste
Descrizione Dettaglio
Logo Biblioteca Statale "Stelio Crise" di Trieste
Direttore Francesca Richetti
Sito web https://bibliotecacrise.cultura.gov.it/
Telefono (+39) 040300725 , (+39) 040307463
eMail bs-scts@cultura.gov.it
PEC bs-scts@pec.cultura.gov.it
Indirizzo Largo Papa Giovanni XXIII, 6
Cap 34123
Città Trieste
Provincia Trieste
Regione Friuli Venezia Giulia
Orario

Giorni e orari di apertura
Lunedì – giovedì: 8:30-18.30
Venerdì: 8:30-13:30
La Biblioteca è aperta al pubblico durante tutto l’anno, tranne il sabato, la domenica, nei giorni festivi e il 3 novembre, ricorrenza di San Giusto patrono della città.

Accesso

L’accesso è libero, con registrazione d’ingresso. I minori di sedici anni possono entrare se accompagnati da un maggiorenne. I gruppi di studenti in visita devono essere coordinati dagli insegnanti.

Per fruire dei servizi di lettura, consultazione e prestito è invece necessario possedere la tessera della Biblioteca, che è gratuita ed è comune a tutte le biblioteche che fanno parte del Polo SBN del Friuli Venezia Giulia. Si può richiedere in sede o se si possiede già, è sufficiente abilitarla ai nostri servizi.

Servizi

La Biblioteca assicura al pubblico i seguenti servizi:

  • Punto informativo
  • Informazioni bibliografiche (con richieste anche telefoniche o scritte, e-mail)
  • Visite guidate ai servizi della Biblioteca e alla sale storiche dell’edificio
  • Accesso ai cataloghi cartacei e online
  • Iscrizione al Libro Parlato Lions
  • Iscrizione a MediaLibraryOnLine - MLOL
  • Consultazione
  • Lettura
  • Studio su propri testi
  • Prestito diretto
  • Prestito interbibliotecario nazionale e internazionale (servizio a  tariffazione)
  • Concessione d’uso di spazi per esposizioni e conferenze

Sono disponibili cinque sale per la lettura e lo studio, una sala per la consultazione dei cataloghi, un punto di lettura delle testate giornalistiche del mese. I volumi di consultazione, collocati seguendo la Classificazione Decimale Dewey, sono liberamente accessibi.

Carta qualità dei servizi:
bibliotecacrise.cultura.gov.it/wp-content/uploads/2026/08/Carta-della-qualita-dei-servizi.pdf

 

 

Storia

La Biblioteca viene istituita il 19 novembre 1956 col nome di Biblioteca del Popolo su iniziativa della Soprintendenza Bibliografica per il Veneto Orientale e la Venezia Giulia e del Commissariato del Governo – Direzione della Pubblica Istruzione. A soli due anni dal ritorno di Trieste all’Italia prende vita un presidio culturale moderno, destinato a diffondere la produzione editoriale italiana contemporanea. Pensata come una biblioteca di pubblica lettura, di stampo angloamericano, viene articolata in una sede centrale per la gestione tecnica e amministrativa e in una serie di sedi per il prestito e la consultazione ramificate su tutto il territorio triestino. Nel 1962, con il passaggio amministrativo dalla Soprintendenza al Commissariato Generale per il Territorio di Trieste, la missione culturale della Biblioteca si rafforza. Nascono “punti di prestito” librario nelle carceri, negli ospedali, nei campi profughi, e con l’uso di un “bibliobus” il servizio diventa itinerante raggiungendo zone periferiche densamente abitate e oltrepassando il confine alla volta di Capodistria e Pirano. Questa organizzazione ne decreta il successo: nei primi anni di attività la Biblioteca registra oltre centomila



Nell’aprile del 2015 la Biblioteca ha inaugurato lo “Studio Luttazzi”, percorso espositivo permanente in ricordo del celebre musicista e showman Lelio Luttazzi, realizzato grazie alla
donazione di documenti e materiali da parte della moglie Rossana.

 

Patrimonio
Le raccolte comprendono oltre 230.000 volumi, per la gran parte in edizione del XX secolo; benché la Biblioteca sia a carattere generale, le raccolte sono prevalentemente indirizzate alle materie umanistiche. La sua iniziale finalità di servizio di pubblica lettura ha ovviamente condizionato la tipologia dell’insieme, che conserva un rilevante numero di titoli di narrativa d’evasione per adulti e per ragazzi, manualistica e saggistica di tipo divulgativo. Nel corso degli anni, alle acquisizioni dell’editoria corrente si sono aggiunti ulteriori gruppi di materiali, in gran parte costituiti da donazioni di privati o enti, che hanno esteso i titoli di settori già ben rappresentati – come la letteratura, la storia, la pedagogia - o introdotto pubblicazioni in materie o attività specifiche (raccolte di dati statistici, bollettini e annuari; tra questi si possono segnalare pubblicazioni della RAI, della Banca d’Italia). Recentemente sono state introdotte edizioni di fonti storiografiche locali ed edizioni facsimilari e artistiche di importanti codici conservati in istituti italiani e stranieri.
Fondi

Fondo Alzetta
I libri appartenuti a Francesco Alzetta – detto Chino – (Trieste 1907-2005), e acquistati dalla Biblioteca Statale nel 2006, sono confluiti nella raccolta generale dell’Istituto. Alzetta, antifascista, amico di Bruno Pincherle, Adolfo Leghissa e Gabriele Foschiatti, proprietario di un bar, leggeva Croce e Salvemini; Pincherle era rimasto colpito dall’ampiezza e qualità della sua biblioteca. Fu autore di due volumi: il primo, 1944. Cronaca di una tortura (Soveria Mannelli, Rubettino, 1996), di carattere autobiografico, mentre il secondo è il saggio Italo Svevo (Venezia, Cancellier, 1980). L’insieme è formato da 853 volumi, comprendenti un’edizione del 1833, 119 prime edizioni di fine ‘800 e primi del ‘900, di interesse prevalentemente storico e letterario: accanto ad Alfieri, Carducci, Dante, Petrarca, Ariosto, Tasso, Machiavelli, Manzoni, Montale, Palazzeschi, Saba, Trilussa, Ungaretti, troviamo Croce, Galileo, Mazzini, Papini, Vico. Alcuni presentano dediche degli autori (Alvaro a Corrado Sofia, Carducci a Ottaviano Targioni, Quasimodo ad Alessandro Pavolini, Saba ad Alzetta).
COEN, Bruno Pincherle, Pordenone, Studio Tesi, 1995.

Fondo Arneri
Glauco Arneri (Trieste 1930 – 1999), laureatosi in Filosofia con Eugenio Garin a Firenze, lavorò a Milano presso importanti case editrici; fece parte dello staff del Saggiatore e assunse poi la direzione editoriale degli “Oscar” Mondadori. Rientrato nella città natale, si dedicò agli studi di storia patria, raccogliendo interessanti opere su Trieste e le aree contermini; gli eredi hanno donato alla Biblioteca circa trecento volumi, che hanno integrato il materiale già posseduto di storia locale.

Fondo Calligaris
È composto da 750 volumi, dedicati al settore delle arti figurative e alla letteratura, con un particolare interesse per la letteratura drammatica, rappresentata da raccolte delle riviste Comoedia (1923-30), Dramma (1926-59) e Sipario (1946-59).

Fondo CCA
Raccoglie 60 testate e 1160 volumi in gran parte di carattere storico e letterario provenienti dal Circolo della Cultura e delle Arti di Trieste; tutto il materiale è del XX secolo.
QUAZZOLO, Il Circolo della Cultura e delle Arti di Trieste: 1946-1996, cinquant’anni di storia culturale, Trieste, LINT, 1997.

Fondo Fraulini
Il fondo bibliografico fu donato all’Istituto nel 2000 da Enrico Fraulini, figlio di Marcello Fraulini (1905-1985), fondatore, nel 1944, della Società Artistico Letteraria di Trieste. È costituito da 1456 volumi ed opuscoli di argomento letterario editi fino al 1970, con una interessante sezione dedicata alla poesia dialettale triestina.
Molte le dediche apposte sui volumi: tra questi Marinetti (due semplici dediche a Fraulini datate 1942), Carlo Sgorlon, Fulvio Tomizza, Bruno Maier, Vladimiro Miletti, Biagio Marin, Oliviero Honoré Bianchi, Stelio Mattioni, Giulio Caprin, Virgilio Giotti, Cesare Sofianopulo.
BARONI, Giorgio, Umberto Saba e dintorni: Umberto Saba …, Milano, Istituto propaganda libraria, 1984.
FRAULINI, Enrico [a cura di] La SAL di Marcello Fraulini: quarant’anni di Società Artistico Letteraria a Trieste 1945-1985, Trieste, Edizioni Italo Svevo – Società Artistico Letteraria, 1988.

Fondo Greenham Bergauer
Il fondo bibliografico Greenham-Bergauer, donato dalla signora Maria Luisa Iuraga, figlia di Ella Greenham (1896-1984), raccoglie 292 volumi che rappresentano lo spaccato di una biblioteca della borghesia triestina dell’Ottocento: troviamo infatti i classici della letteratura, Shakespeare, Goethe, Dickens, tradotti in lingua tedesca, ma anche manuali pratici per la cura dei figli e per la salute personale. Numerose sono le note di possesso al femminile del fondo: Mary Harriet Greenham (1872-1947) e Ella Greenham, Mary Bergauer (1875-1907), madre di Ella e moglie di Grant Alexander Greenham (1869-1944), uno dei più importanti commercianti di riso in Italia, noto anche nell’ambiente intellettuale triestino in quanto presidente della Theosophical Society, membro del Seamen Home Committee e tra i fondatori del Rotary Club di Trieste.
RAMBALDI ELENA, Rotary International a “Brotherhood of Leadership”. Il caso italiano tra fascismo e primi passi della Repubblica, Roma, Carocci, 2006;
Giuseppe Tominz: l’arte delle virtù borghesi : guida alla mostra, [Trieste, Museo Revoltella], 2002

Fondo Luttazzi
Si tratta della biblioteca personale di Lelio Luttazzi (1923-2010), famoso musicista e uomo di spettacolo. Tutto il materiale, con più di mille titoli tra monografie, periodici e audiovisivi, è stato donato nel 2011 dalla moglie Rossana. La raccolta, in gran parte di testi letterari italiani e stranieri, contiene oltre duecento esemplari con firme autografe e dediche dello stesso Luttazzi. Interessante è anche la selezione di rotocalchi degli anni ’50 – ’70, donati da Cesare Bastelli, che contengono recensioni e interviste al Maestro.RAMBALDI ELENA, Rotary International a “Brotherhood of Leadership”. Il caso italiano tra fascismo e primi passi della Repubblica, Roma, Carocci, 2006;
Giuseppe Tominz: l’arte delle virtù borghesi : guida alla mostra, [Trieste, Museo Revoltella], 2002

Fondo Moncalvo
Donato nel 1998 dagli eredi di Iginio Moncalvo, pedagogista triestino, raccoglie 2077 volumi di soggetto eterogeneo, con prevalenza di titoli di pedagogia, filosofia e storia.

Giuseppe Tominz: l’arte delle virtù borghesi : guida alla mostra, [Trieste, Museo Revoltella], 2002

Fondo Pollitzer
Il fondo bibliografico Andrea (1892-1972) e Alfredo (1943-1970) Pollitzer fu donato dalla signora Anita Pollitzer Morpurgo (1908-1987). Andrea Pollitzer, erede della rinomata ditta di saponi A. D. R. I. A – Antiche Ditte Riunite Industrie Adriatiche – coltivò sempre la passione per l’alpinismo e per la fotografia, riuscendo in questo campo a riscuotere consensi anche a livello internazionale; fu per venticinque anni – dal 1947 al 1971 – presidente del Circolo Fotografico Triestino. Il fondo raccoglie 762 opere di tecnica fotografica e di storia della fotografia, di economia e finanza, di storia e critica d’arte; 234 opere provengono dalla biblioteca personale di Elda Giuditta Luzzatto (1868-1962), madre di Andrea Pollitzer, come è testimoniato dall’ex libris realizzato dalla ditta Angerer & Göschll di Vienna: rappresenta una foglia d’acero e riporta il motto Sinceritas in corde in ore veritas.
MIAN, Giulia [a cura di] Ai miei “A”, Mariano del Friuli, Edizioni della Laguna, 1997;
KLEIN, Konrad Zur Geschichte der ersten Hermannstädter Ansichtskarten Anmerkungen zu den Anfängen eines neuen Bildmediums in Siebenbürgen, in: Zeitschrift für Siebenbürgische Landeskunde 17 (1994), Heft 2.

Fondo Pucalovich
Sono stati donati alla Biblioteca dall’on. ing. Giorgio Tombesi circa 430 volumi appartenenti alla biblioteca di Giovanni Pucalovich (1876-1960). L’insieme è costituito da cinquecentine, seicentine, sei manoscritti settecenteschi e opere edite tra il ‘700 e il ‘900, raccolte dal bibliofilo nel corso della sua vita. Tra le cinquecentine sono da segnalare: il Corpus iuris canonici in tre volumi stampati a Torino nel 1516 da Nicolas Benedict, il Lexicon iuris civilis di Jakob Spiegel stampato a Basilea nel 1559 da Johann Herwagen, le Ecclesiasticae Historiae di Niceforo Callisto Xantopulo, stampate da Gilles Gourbin, Parigi 1574, e i Commentarii ab Aldo Manuccio Paulli F Aldi N emendati et scholiis illustrati di Giulio Cesare, Venezia 1588. Tra le seicentine: Die Ehre des Herzogthums Crain di Johann Valvasor, Lubiana 1689: conosciuta e rara opera sulla topografia della Carniola, ricchissima di vedute – tra cui spiccano quelle di Lubiana, Trieste e Fiume – e L’arte del cavallo di Nicola e Luigi Santapaulina, Padova, Stamperia del Seminario, 1696, prima ed unica edizione dedicata a Cosimo III.
Tra le edizioni del ‘700 le Lezioni di commercio o sia di economia civile di Antonio Genovesi, stampate a Bassano da Remondini in due volumi nel 1769.
RICHETTI, Prime ricerche sul fondo Pucalovich (sec. 16.-17.) della Biblioteca Statale di Trieste in Studi goriziani: pubblicazioni della Sezione provinciale della R. Biblioteca di Stato in Gorizia, 101/102 (2005).

Fondo Quarantotti Gambini
La maggior parte della biblioteca dello scrittore Pier Antonio Quarantotti Gambini (1910-1965), figlio di Giovanni (1881-1977), patriota e letterato, appartenente all’antica famiglia rovignese dei Quarantotto, è confluita in questo fondo, ricco di 3200 volumi prevalentemente di carattere storico e letterario. Accanto ai classici della letteratura italiana (Petrarca, Boccaccio, Machiavelli, Ariosto, Foscolo, Manzoni, Leopardi e Pascoli, con una forte prevalenza di Dante e Carducci) si conservano anche i testi di Croce, Ojetti, Papini e Oriani. Numerose sono le edizioni straniere, soprattutto francesi, dove troviamo anche i classici della letteratura europea in traduzione francese: Remarque, Bauer, Kipling, Tolstoj, Zweig.
SEMI, Francesco, Istria e Fiume. Le figure più rappresentative della civiltà istriana e fiumana nei diversi momenti della storia, con ampia bibliografia generale particolare, Udine, Del Bianco, 1992.

Fondo Saranz
La raccolta è costituita da 5427 volumi donati nel 2013 dall’Istituto Livio Saranz, l’Associazione civile nata a Trieste nel 1980 e intitolata ad uno dei maggiori rappresentanti della realtà sindacale triestina del secondo dopoguerra. Il materiale comprende monografie, opuscoli e periodici appartenuti a diverse personalità politiche e sociali della città e ad altri Istituti e poi confluiti nel patrimonio librario del Saranz.
Tra gli esemplari caratterizzati da note di possesso, timbri e dediche, spiccano quelli di antifascisti ed esponenti del partito comunista locale come Paolo Sema, partigiano e fondatore dell’Istituto “Livio Saranz”, e suo figlio Antonio Sema, scrittore e storico; Gabriella Jelka Gherbez, Ernesto e Laura Weiss, Maria Bernetič. La raccolta, di contenuto storico, politico, sociale e letterario, contiene numerosi titoli sulla storia del XX secolo e atti di convegni e congressi di Federazioni sindacali principalmente legate alla CGIL.

Fondo Servadio
Gli oltre 4000 titoli tra monografie e periodici – acquisiti nel 1998 dalla Direzione Generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali – fanno parte della biblioteca dello psicanalista e docente di psicologia Emilio Servadio (Sestri Ponente 1904- Roma 1995), e riflettono il suo interesse per la psicologia, la sociologia e la storia. Importante figura di promotore degli studi psicanalitici nel nostro Paese, fu presidente della Società Psicoanalitica Italiana e si interessò alle filosofie orientali e agli studi sull’esoterismo e i fenomeni parapsicologici.Tra gli esemplari caratterizzati da note di possesso, timbri e dediche, spiccano quelli di antifascisti ed esponenti del partito comunista locale come Paolo Sema, partigiano e fondatore dell’Istituto “Livio Saranz”, e suo figlio Antonio Sema, scrittore e storico; Gabriella Jelka Gherbez, Ernesto e Laura Weiss, Maria Bernetič. La raccolta, di contenuto storico, politico, sociale e letterario, contiene numerosi titoli sulla storia del XX secolo e atti di convegni e congressi di Federazioni sindacali principalmente legate alla CGIL.

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